Aperta la strada «direttissima» per Abano. In ritardo di cinque anni

PADOVA. Sette anni di ritardo. Ma finalmente la Bretella per Abano è stata aperta. E così arriva anche il primo lunedì senza traffico di mezzi pesanti per la Mandria. Un risultato a suo modo «storico» per il comitato della Mandria, che si era costituito proprio per sollecitare la realizzazione dell’opera e che ha deciso quindi di sciogliersi. «Termina il nostro mandato; la costruzione di questa benedetta strada, pensata e discussa per decine di anni, è stato il motivo per cui, più di 7 anni fa, abbiamo deciso di unire le forze per poter spingere in maniera più efficace la realizzazione di quest’opera ritenuta l’unica soluzione al traffico di attraversamento che congestionava il quartiere della Mandria. La speranza dell’inizio, quando il progetto era ancora sulla carta, è diventata soddisfazione ed entusiasmo al momento dell’appalto per poi piombare nella rabbia, nella frustrazione, nel senso di impotenza di fronte all’evidenza che i lavori andavano a rilento e poi si fermavano completamente mentre, chi aveva la responsabilità dell’opera non dava risposte oppure continuava a promettere scadenze inverosimili», scrivono i promotori del comitato in una nota.
E si ripercorre così tutta la storia della «fatidica» strada: «In questi anni abbiamo organizzato manifestazioni pubbliche, raccolte di firme, aperto questo profilo per informare e sensibilizzare sul nostro operato, incontrato tutti i politici che si sono resi disponibili evitando qualsiasi tipo di strumentalizzazione politica (tra questi l’assessore comunale Rossi, il sindaco Zanonato, l’ex presidente della Provincia Casarin e l’attuale presidente Degani, l’assessore regionale Chisso, l’assessore provinciale Riolfatto, il consigliere provinciale Sartori), incontrato l’amministratore delegato di Veneto Strade Vernizzi ed i suoi tecnici per tentare di capire cosa stava succedendo. Abbiamo toccato con mano, da un lato la difficoltà di instaurare con i responsabili politici ed operativi di quest’opera un dialogo costruttivo e trasparente, e dall’altro l’impossibilità di mettere assieme le persone per una causa comune e condivisa lasciando fuori dalla porta le idee politiche».
E i numeri confermano una triste sconfitta per Padova: per realizzare questa strada di 2,8 Km dal costo di 14,7 milioni di euro erano previsti540 giorni di lavoro (circa un anno e mezzo) mentre ne sono serviti 1.778 (quasi 5 anni). Significa un ritardo di1.228 giorni, più di tre volte il previsto.
«Per fortuna stamattina non abbiamo visto nessun politico a tagliare il nastro, non vi è stata alcuna inaugurazione ufficiale, un minimo di decenza ha evitato quella che sarebbe sembrata più una presa in giro che un momento di giusta celebrazione. - aggiungono dal comitato - Come già sottolineato in diverse occasioni, capiamo le proteste di coloro che hanno subito e subiranno dei disagi per questa strada ma siamo convinti che il beneficio generale compenserà ampiamente questi sacrifici. Ora siamo certi che Mandria tornerà un quartiere a misura d’uomo, perderà certamente il primato del quartiere più inquinato di Padova, quel serpentone di auto che per tanti anni ha tagliato in due il nostro paese diverrà un lontano ricordo e noi potremo dire: “Io c’ero”».
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