Area Boschetti di Padova, ora il vincolo per le palazzine non è un tabù

PADOVA. «Il vincolo posto sulle due palazzine di piazzale Boschetti rispondeva all’esigenza di porre un segno tra la città storica e quella contemporanea. Penso che lo stesso architetto Guglielmo Monti, se sapesse di un’idea diversa di città, non riterrebbe più attuale quel vincolo».
Le parole del Soprintendente Fabrizio Magani potrebbero riaprire i giochi per quanto riguarda il futuro di piazzale Boschetti. O almeno è quanto si augura “La Specola delle idee”, l’ associazione nata anni fa da un’idea di alcuni professionisti e intellettuali padovani con l’obiettivo di promuovere dibattiti, studi, ricerche e manifestazioni relative al futuro dell’area metropolitana di Padova.
Con i progetti per l’area Pp1, la nuova stazione per l’alta velocità e i futuri collegamenti con l’Arcella verrebbe dunque meno la necessità di delimitare quel vecchio confine tra le due città. «Quello è un vincolo particolare», spiega Magani, «perché non è sulla qualità degli edifici ma sulla loro condizione immateriale. Ossia per quello che rappresentano, o meglio, per quello che rappresentavano all’epoca: il confine tra le due città. Ma oggi e domani avranno ancora quel valore?».
Una domanda che per l’associazione “La specola delle idee” può aprire nuovi scenari. «La permuta non è ancora formalmente avvenuta», affermano, «e quindi si sarebbe ancora in tempo per un miglioramento sostanziale dell’operazione, pur senza stravolgimenti del progetto privato ma con grande vantaggio pubblico. Basterebbe limitare alla sola palazzina sull’incrocio l’eliminazione del vincolo, per consentirne l’abbattimento e la conseguente sistemazione a verde sul suo sedime, dando così ben altro respiro all’incrocio ed un bell’incremento al giardino pubblico».
L’associazione a questo punto suggerisce il percorso da seguire. «Qualcuno ripeterà la litania del famoso “vincolo” inamovibile sui fabbricati», aggiungono, «ma abbiamo motivo di ritenere che la Soprintendenza vedrebbe di buon occhio una riconfigurazione parziale dell’area nel senso tratteggiato e quindi dando alla stessa una nuova capacità di “dialogo” con l’intorno (che sarebbe poi enfatizzato dalla ventilata “direttissima” ciclopedonale di collegamento con la Stazione e l’Arcella)».
A questo punto l’associazione afferma che ci vuole «la volontà concorrente dei tre protagonisti dell’operazione: Comune, privati permutanti e Soprintendenza. E per verificarla, essi dovrebbero sedersi al più presto attorno ad un tavolo senza cortine fumogene di alcun genere. L’obiettivo finale merita però questo sforzo: c’è in ballo il futuro, di una parte importante della città; e qualsiasi padovano che voglia evitarle uno sfregio, sarà riconoscente ai protagonisti della complessa vicenda, per questa correzione in corsa».
Non è dunque escluso che il futuro di piazzale Boschetti possa riservare qualche sorpresa in extremis e che il destino di almeno una delle due palazzine possa essere diverso. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








