Buoni welfare Ulss spendibili su Amazon, i commercianti padovani: «Così si uccidono i negozi»
I commercianti del centro di Padova attaccano la Regione Veneto per il contributo welfare da 350 euro ai dipendenti Ulss spendibile sulle grandi piattaforme e sull’e-commerce. Pellizzari: «Milioni di euro regalati ai colossi online»

Milioni di euro che prendono la via dei colossi dell’e-commerce mentre i negozi di vicinato arrancano, abbassano le serrande e spariscono dai centri storici. È la miccia che ha acceso la protesta dei commercianti padovani contro la Regione Veneto, dopo l’erogazione di un contributo welfare da 350 euro a ogni dipendente delle Ulss regionali «spendibile solo nelle grandi catene e soprattutto su Amazon» spiega Massimiliano Pellizzari, presidente dei Commercianti del centro che dà voce a una rabbia diffusa. «È un fatto gravissimo» denuncia. «E noi?» si chiedono i negozianti.
Il punto non è il welfare ai lavoratori, che nessuno mette in discussione. Il problema è dove finiscono quei soldi. «Parliamo di milioni di euro, di cifre incalcolabili – sottolinea Pellizzari – di un’operazione che coinvolge migliaia di dipendenti del Veneto, medici, infermieri, operatori sanitari che, invece di comprare nei negozi di vicinato, notoriamente in difficoltà, sceglieranno i franchising e soprattutto faranno tanti acquisti online».
Ad alimentare la polemica sono i buoni Cadhoc, che permettono di spendere il contributo su piattaforme e marchi come Amazon, Yoox, Zalando, Bottega Verde, Calzedonia, Intimissimi, oltre che per fare benzina all’Ip. Un elenco che, per i commercianti, suona come una beffa. «Ikea è svedese, Amazon e le grandi catene nulla hanno a che vedere con i nostri negozi, con le botteghe», attacca Pellizzari.
La misura ha basi solide: una legge regionale. La mail con le istruzioni è arrivata ai dipendenti delle Ulss tra fine novembre e inizio dicembre. “Si trasmettono le informazioni relative all’erogazione del welfare integrativo previsto dalla legge regionale del Veneto n. 26 del 29 ottobre 2024 che introduce l’assegnazione di Buoni acquisto Cadhoc a favore del personale delle aziende ed enti del Sistema sanitario regionale”, si legge nel messaggio.
«È inutile che i politici si facciano i selfie, fiumi di dichiarazioni sull’importanza dei negozi di vicinato, delle vetrine illuminate e poi la Regione attua una scelta del genere. Potevano coinvolgerci, chiamare le associazioni di categoria, trovavamo delle soluzioni, agevolazioni, convenzioni», affonda Pellizzari che ha cercato chiarimenti ai piani alti: «La segreteria del neo assessore alla salute Gino Gerosa è caduta dalle nuvole, non ne sapeva nulla. Abbiamo chiesto un incontro al più presto».
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