Casa rurale in fiamme, giallo a Teolo Muore la moglie di un farmacista

La donna, 58 anni, era da sola durante l’incendio: il pm dispone l’autopsia, sequestrato l’immobile. C’è l’ipotesi del suicidio 
BELLOTTO-FOTOPIRAN-TEOLO-INCENDIO ABITAZIONE PEDRINA
BELLOTTO-FOTOPIRAN-TEOLO-INCENDIO ABITAZIONE PEDRINA



TEOLO

Tragedia sabato sera a Teolo, una donna di 58 anni è morta nell’incendio che ha parzialmente distrutto la sua casa in via Vicinale Monteortone al civico 12. Si tratta di Sabine Pedrina, di origini tedesche, moglie del farmacista Carlo Pedrina, titolare di due farmacie nel centro aponense. La morte della donna ha parecchi aspetti ancora da chiarire tanto che il pubblico ministero Giorgio Falcone ha disposto l’autopsia sul corpo della donna e posto sotto sequestro l’immobile.

IL ROGO

Carabinieri della compagnia di Viale delle Terme e vigili del fuoco sono stati allertati intorno alle 21.40 dall’allarme antintrusione dell’abitazione, una casa rurale risalente ad alcuni secoli fa e restaurata all’inizio degli anni Duemila. Giunti sul fronte del casale hanno trovato un trattore parcheggiato proprio davanti al cancello carrabile quasi a impedire l’accesso dei mezzi di soccorso alla corte. Porte e finestre della porzione della casa aggredita dal rogo che aveva avuto facile esca nelle travature in legno dei solai, erano chiuse mentre le fiamme stavano ormai divorando il tetto. Tra le ipotesi iniziali, poi scartate, c’era anche quella che nell’abitazione fosse stato commesso un furto.

IL DRAMMA

Il corpo senza vita della cinquantottenne è stato trovato tra mille difficoltà dovute al fumo e alle fiamme, riverso in bagno. Un maresciallo dei carabinieri cercandola all’interno del casale è rimasto leggermente intossicato e curato sul posto dai sanitari del 118 accorsi con l’ambulanza. Tra le ipotesi c’è quella che si sia trattato di un gesto estremo della donna visto che il corpo presentava delle lesioni e l’incendio appariva di origine dolosa. In proposito la perizia dei vigili del fuoco non è ancora stata conclusa. Alcuni dubbi potranno essere chiariti dall’autopsia. Come quelli di alcuni messaggi scritti in tedesco su dei fogli di carta che la signora avrebbe lasciato in una zona del fabbricato risparmiata dalle fiamme.

L’ALLARME

Sabato sera verso le 21.40 Sabine Pedrina era in casa da sola. Il farmacista e i suoi due figli a quell’ora erano a cena in una seconda abitazione che la famiglia possiede nel centro di Abano Terme, ad un paio di chilometri da dov’è scoppiato l’incendio. Quando sono stati informati dai carabinieri si sono precipitati in via Vicinale Monteortone e hanno assistito allo strazio del recupero del corpo senza vita della moglie e mamma. I pompieri per domare le fiamme e mettere in sicurezza il fabbricato hanno lavorato fino alle 5 del mattino di domenica.

I CAVALLI

Sabine Pedrina era una grande amante dei cavalli. Nella tenuta sotto il colle Monteortone, nella campagna ai confini tra i comuni di Teolo e Abano Terme, con la sua azienda agricola “Dell’Ortone” gestiva un maneggio e fino a qualche anno fa anche una scuola di equitazione. Gli ampi spazi (si parla di una tenuta di circa 160.000 metri quadrati), gli avevano consentito di realizzare tutte le strutture necessarie per allevare, addestrare e allenare i cavalli. Oltre alle scuderie e al galoppatoio l’azienda agricola è dotata di grandi recinti dove gli animali trascorrono gran parte della giornata all’aria aperta. Il pronto intervento dei pompieri ha impedito che le fiamme andassero ad intaccare i depositi di fieno e le attrezzature agricole.

I DANNI

L’incendio ha distrutto buona parte del fabbricato destinato all’alloggio della famiglia del farmacista che ha i solai e le travature del tetto in legno. Oltre alla struttura che era stata ricavata con una pregevole ristrutturazione della vecchia stalla e del fienile, sono andati in cenere alcuni mobili d’epoca dell’arredamento. È stata invece risparmiata dal rogo la parte vecchia del complesso che risalirebbe ad oltre tre secoli fa ed era stata fatta costruire dai conti Lonigo. Per anni nella masseria ci hanno abitato i Vigolo, nota famiglia di imprenditori agricoli prima e cavatori di trachite negli anni Sessanta. —



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