Case: giù i prezzi a Padova, tiene la provincia

L’osservatorio 2025 di Fiaib registra a Padova una flessione del 4%. Tuttavia il mercato generale segna un +13%. «Oggi Albignasego e Cadoneghe possono essere considerati cintura urbana»

Marta Randon
Annunci immobiliari, come va il mercato a Padova?
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Dopo anni di crescita continua i prezzi delle case a Padova registrano la prima inversione di tendenza.

Nel 2025 il valore medio è sceso da 3.600 a 3.461 euro rispetto al 2024, con un calo di circa il 4%. Una flessione contenuta che non intacca la solidità del mercato immobiliare, sostenuto da una domanda ancora vivace e da un incremento delle compravendite. Il quadro emerge dall’incontro organizzato lunedì 13 aprile dal Centro studi della Federazione italiana agenti immobiliari professionali (Fiaip) sull’andamento del mercato immobiliare residenziale a Padova e provincia, ospitato in sala Rossini al Caffè Pedrocchi.

La provincia fa da traino

È la provincia a fare da traino: le giovani coppie e le famiglie preferiscono spostarsi oltre la cintura urbana dove il valore complessivo delle vendite nel 2025 è aumentato quasi del 13% rispetto all’anno precedente, con mille transazioni in più.

In città le case vecchie, con una classe energetica bassa aumentano e perdono valore.

Gli appartamenti restano sul mercato e i prezzi scendono. «In città i clienti ci sono, ma sono più esigenti, c’è una maggiore selettività della domanda – spiega Franca Penner di Fiaip Monitora –. Gli acquirenti oggi cercano immobili ben posizionati, ristrutturati e con buone prestazioni energetiche, le soluzioni meno performanti o da sistemare incontrano tempi di vendita più lunghi».

Grazie soprattutto alla spinta della provincia il mercato immobiliare generale cresce: le compravendite nel territorio patavino sono passate da 11.630 nel 2024 a 12.521 nel 2025 con una crescita del 7,7%. Nel 2024 l’aumento generale aveva registrato un 6%.

La cintura urbana si allarga

«Oggi i comuni limitrofi come Albignasego e Cadoneghe possono essere considerati cintura urbana – riflette Matteo Lion, nuovo presidente di Fiaip, eletto lo scorso novembre – il valore medio al metro quadro è aumentato raggiungendo i valori di alcune zone del centro». Il presidente sottolinea l’importanza dei servizi: «I comuni che, ad esempio, hanno o avranno la linea del tram aumentano la quotazione».

Matteo Lion
Matteo Lion

Il centro storico resta la zona con i prezzi più elevati. Nelle aree delle piazze, del Duomo, del Santo, Santa Sofia e Altinate il costo al metro quadro può superare i 3. 500 euro, con punte ancora più alte per immobili di pregio o recentemente ristrutturato.

Nel semicentro –Specola, Riviere, Porta Trento, Stazione, piazza Mazzini – i valori si collocano mediamente tra 2. 700 e 2. 900 euro al metro quadrato. In periferia i prezzi restano più accessibili per chi vuole spendere meno o desidera metrature più generose.

 

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Cosa cercano gli acquirenti

«Dal nostro osservatorio 2025 emerge una maggiore attenzione alla qualità dell’immobile e alla classe energetica con tempi di vendita più rapidi quando il prezzo è corretto e maggiore difficoltà per gli immobili da ristrutturare. Non è più un mercato impulsivo, ma ragionato e selettivo» sottolinea Penner.

Durante l’incontro al Pedrocchi è emersa la necessità di un accesso agli atti in Comune più rapido: «Nonostante la digitalizzazione e l’ingente investimento del Comune i tempi per ottenere i documenti indispensabili per una vendita restano di 4 mesi» ha affermato Michele Levorato, presidente del Collegio dei geometri di Padova. «A novembre e dicembre c’è stata una sovrapposizione tra le procedure telefoniche e quelle totalmente digitali con una mancanza di personale. Ora la situazione si è sistemata» ha risposto l’assessore Bressa.

Le previsioni

Le previsioni 2026? «Gli analisti preannunciano un periodo di stabilizzazione del mercato con una crescita più moderata, condizioni di accesso al credito più favorevoli e un aumento dell’interesse per investimenti e seconde case» spiega Lion. Si stima che le transazioni aumenteranno dell’1, 1,5%, nonostante l’instabilità economica internazionale: «L’immobiliare è sempre stato un mercato resiliente» conclude il presidente. —

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