Cavalcavia per la Mandria A settembre partono i lavori

La Provincia appronta alternative per la viabilità e tratta con le Ferrovie per il passaggio dei treni sulla linea Venezia-Bologna



Cominceranno a settembre i lavori per la messa in sicurezza del cavalcaferrovia sulla Sp 2 di via Diaz, tra Abano e la Mandria. La Provincia di Padova ha assegnato in questi giorni l’appalto alla ditta vincitrice della gara e a giorni verranno siglati i contratti.

In arrivo anche disagi, preventivati, che la Provincia cercherà di attenuare, in tema di viabilità automobilistica e ferroviaria.

«Sotto passa la linea ferroviaria Bologna-Venezia e negli anni il manufatto è stato fortemente sollecitato dal traffico che insisteva prima dell’apertura della direttissima per Abano», spiega il presidente della Provincia di Padova, Fabio Bui. «Il cavalcaferrovia dovrà rimanere chiuso durante i lavori e quindi il traffico automobilistico sarà dirottato sulla bretella di collegamento con Curva Boston e sulle altre arterie cittadine. Discorso più complesso riguarderà però la questione relativa al traffico ferroviario, in quanto i treni potranno passare solamente in minima parte e in orari e tempi tali da non interferire con le opere in corso».

In questi giorni quindi il presidente della Provincia ha intrapreso fitti contatti con Rfi per definire un piano d’azione che sia il più idoneo possibile, che faciliti i lavori e che consenta di creare meno disagi possibili alla rete ferroviaria.

«Con Rfi stiamo studiando come muoverci, in che fasce orarie far passare i treni e in quali altre fasce andare avanti con il cantiere», dice ancora Bui. «La difficoltà di questo intervento sta qui: c’è poi anche da curare la presenza del personale nel cantiere, che non è un aspetto da poco. Di certo i lavori dovranno essere celeri, come ci ha già ribadito più volte Rfi. Quel passaggio è vitale per la rete ferroviaria nazionale. Non credo quindi che i cantieri staranno aperti più di due mesi». Gli interventi messi a progetto hanno l’obiettivo di arrestare il degrado delle strutture (palesemente iniziato, ma ancora ad un livello controllabile), mettere in sicurezza la campata sopra la ferrovia in modo da evitare distacchi o la caduta di porzioni di copriferro (per ora limitati), installare le barriere laterali come prevedono le recenti normative. Oltre a questi interventi, inoltre, tutto l’impalcato verrà reso antisismico dando corso anche alle prescrizioni di Rfi che prevedono la realizzazione di sistemi capaci di trattenere la struttura in caso di rottura degli appoggi.

La Provincia ha già messo a bilancio tutti i 700. 000 euro necessari per l’opera.

«Questo intervento rientra tra quelli prioritari e urgenti», conclude il presidente della Provincia Bui, «e permetterà, una volta completati i lavori, di sistemare un altro problema che è diventato ancora più sentito dopo i recenti fatti accaduti un po’ in giro per il territorio nazionale». —

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