Colpo di scena in aula Veronese e Battistella accusati di bancarotta

Il pm inasprisce le imputazioni a carico dell’ex presidente e dell’ex sindaco contestando loro di aver provocato un danno di 2 milioni 250 mila euro
Di Carlo Bellotto
CESARO - Inaugurazione nuovo centro SESA ad Este (PD), Nella Foto: il sindaco di Ospedaletto Euganeo Antonio Battistella
CESARO - Inaugurazione nuovo centro SESA ad Este (PD), Nella Foto: il sindaco di Ospedaletto Euganeo Antonio Battistella

OSPEDALETTO EUGANEO. Colpo di scena nell’ultima udienza che vede a processo Francesco Veronese e Antonio Battistella in merito alla gestione dell’ex Bcc Euganea di Ospedaletto, da un paio d’anni confluita nella Bcc Sviluppo. Il pubblico ministero Maria D’Arpa ha modificato l’imputazione, da infedeltà patrimoniale a bancarotta fraudolenta, facendo riferimento a una sentenza del gennaio scorso che non è stata prodotta in aula. I difensori degli imputati - i legali Samuel Lorenzetto e Paolo Bissaro - hanno chiesto i termini a difesa nell’attesa di capire bene cosa abbia spinto la procura a modificare il capo d’imputazione durante un procedimento che era arrivato a sentire i testi della difesa dopo quelli della pubblica accusa. Pare che la decisione sia motivata dalla liquidazione coatta amministrativa dell’Euganea dopo le pesanti svalutazioni che hanno portato a un deficit non più sostenibile. Una situazione che viene valutata in modo del tutto simile a un fallimento: da qui la bancarotta. Allo storico presidente dell’ex Cassa Rurale, Veronese, e all’ex consigliere e sindaco di Ospedaletto, Battistella, la procura contesta un danno rilevante alla banca, che viene valutato in 2 milioni e 250 mila euro.

I guai iniziano nel 2013. In seguito a questa indagine la Banca d'Italia dispose lo scioglimento del consiglio di amministrazione dell’Euganea. Su proposta della Vigilanza, il ministero dell'Economia, con decreto del 18 aprile 2013, decise di sottoporre l’istituto di Ospedaletto Euganeo all'amministrazione straordinaria. Veronese e Battistella, presidente e amministratore della banca, avrebbero deliberato in favore della Corte Vigato srl, della quali erano soci tramite intestazioni fiduciarie e dunque in palese conflitto d'interessi, diversi finanziamenti per un'operazione immobiliare. Il totale dei finanziamenti è di 7 milioni 645.000 euro, ma il danno per la banca è stato stimato dalla pubblica accusa in 2 milioni 250.000 euro. Tanti sono infatti i soldi che l’Euganea non ha potuto recuperare perché l'operazione immobiliare cui erano destinati gli affidamenti è andata male.

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