Confesercenti, cambio al vertice: il nuovo presidente è Flavio Convento
Dopo trent’anni lascia Nicola Rossi. Le priorità del nuovo rappresentante dei negozianti: «Padova riparta dal commercio di vicinato»

Cambio alla guida di Confesercenti Veneto Centrale in un momento delicato per l’economia urbana. L’assemblea elettiva riunita lunedì 27 aprile nella sede di via Savelli ha scelto Flavio Convento come nuovo presidente, chiamato a raccogliere l’eredità di Nicola Rossi dopo un lungo ciclo alla guida dell’associazione.
Il passaggio di consegne
Un passaggio che va oltre il semplice rinnovo delle cariche e si inserisce in una fase di trasformazione profonda per il tessuto economico cittadino. Al centro del dibattito, infatti, non solo l’organizzazione interna, ma soprattutto il futuro del commercio di prossimità e il ruolo delle imprese nei quartieri.
Imprenditore attivo nei settori della distribuzione carburanti e del noleggio, Convento ha indicato fin da subito una linea chiara: rafforzare la presenza sul territorio e rendere l’associazione più incisiva nel dialogo con le istituzioni: «Fare impresa oggi è sempre più complesso – ha spiegato – tra costi in aumento, margini ridotti e regole spesso squilibrate».
Dopo circa trent’anni alla guida, Nicola Rossi ha salutato l’associazione ricordando la complessità crescente del fare rappresentanza. «L’eredità è la credibilità costruita nel tempo», ha sottolineato, invitando il nuovo presidente a rafforzare il rapporto con imprese e istituzioni.
Negozi di quartiere al centro
Tra le priorità individuate dal neo presidente c’è il rilancio del commercio di vicinato, considerato un presidio fondamentale per la vita dei quartieri. Un tema particolarmente sentito anche a Padova, dove la chiusura progressiva dei negozi viene letta come un segnale di indebolimento del tessuto urbano. «Ogni saracinesca che si abbassa è un pezzo di città che si spegne», ha sottolineato Convento, indicando la necessità di lavorare con il Comune su politiche urbane condivise.
La parte pubblica dell’assemblea ha visto il confronto diretto con le istituzioni. Il vicesindaco Antonio Bressa ha richiamato il legame tra sviluppo urbano e attività economiche, sottolineando l’importanza di mantenere vivi i servizi di prossimità nei quartieri, anche attraverso interventi di rigenerazione urbana.
Concorrenza e digitale
Altro nodo centrale è quello della concorrenza, ritenuta ancora sbilanciata tra commercio tradizionale e grandi piattaforme. Da qui la richiesta di regole più eque e condizioni uniformi per tutte le imprese. Accanto a questo, spazio all’innovazione: digitale e intelligenza artificiale rappresentano opportunità, ma rischiano di ampliare il divario tra grandi operatori e piccole attività. «Servono strumenti accessibili e formazione», ha ribadito il presidente.
Restano sul tavolo le principali difficoltà del sistema produttivo: accesso al credito, costi energetici e pressione fiscale. Questioni che richiedono risposte concrete per evitare un ulteriore indebolimento del commercio urbano.
La sfida per Padova
L’assemblea si è così trasformata in un momento di confronto sul futuro della città. Sullo sfondo resta il tema della desertificazione commerciale, fenomeno che riguarda anche Padova e che chiama in causa il modello di sviluppo urbano. La sfida, condivisa tra associazioni e amministrazioni, è mantenere vivo il tessuto di servizi e attività locali, elemento chiave per la qualità della vita e la coesione sociale. In questo scenario, la nuova presidenza punta a rimettere al centro il territorio. Perché, come ha concluso Convento, «difendere le imprese significa difendere la città».
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