«Coniglio ucciso e usato come spaventapasseri»

STRAZIANTE COMMIATO Il papà appoggia un bacio sulla bara del piccolo Luca. A destra la disperazione dei familiari al seguito del feretro Sotto il rito funebre nella chiesa di Grantorto
STRAZIANTE COMMIATO Il papà appoggia un bacio sulla bara del piccolo Luca. A destra la disperazione dei familiari al seguito del feretro Sotto il rito funebre nella chiesa di Grantorto
 
TOMBOLO.
Una carcassa di coniglio in mezzo al campo per impedire agli uccelli di rovinare le colture: uno spaventapasseri che non è affatto piaciuto a 100% animalisti.  «Ieri mattina - denuncia l'associazione animalista - i volontari della Lac di Padova ci hanno chiesto di verificare la segnalazione macabra». Rivelatasi vera. «Onara, in via Camatta, nei campi di proprietà di Giovanni Scapin, era stato legato tra le vigne un coniglio morto con lo scopo di spaventare gli uccellini. Il coniglio è stato ucciso e impagliato, ma senza troppa cura, dato che gli occhi erano ancora visibilmente sporgenti e sul musetto si notavano macchie di sangue, chi ha fatto la segnalazione infatti, ha riferito che all'inizio, intorno al coniglio, volavano i corvi».  Non si tratta di un fatto isolato, ma di un episodio che ha a che fare con una certa tradizione: «Questa pratica è molto diffusa tra i contadini della zona, tuttavia il signor Scapin - accusa 100% animalisti - dovrà giustificare il suo insano gesto all'autorità competente in base al regolamento Cee 1069 del 2009».  Ora tocca all'Usl 15: «Abbiamo inviato una mail per segnalare l'accaduto». Non si fermeranno qui: «Insieme alla Lac di Padova andremo a sporgere una denuncia: la collaborazione tra le nostre associazioni continua, gli animali prima di tutto».

Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova