Crac alle Terme, fallito l'hotel Bagno Romano

Brutta sorpresa per 30 turisti pronti a cenare. Sono stati tutti trasferiti in altre strutture. A casa 20 dipendenti: hanno avuto la notizia dal curatore del tribunale di Padova
MONTEGROTTO. Un altro albergo fallito nel giro di neanche due mesi. Dopo il Michelangelo di Monteortone chiuso a giugno per un crac della gestione, questa volta i sigilli sono scattati allo stabilimento «Bagno Romano» di viale Stazione 8, nel pieno centro sampietrino. L'istanza fallimentare contro la Kaleidos Srl, società che gestisce l'hotel per conto della Argos immobiliare è partita lo scorso 6 luglio.

Ma la notizia ha raggiunto i circa 20 dipendenti dell'hotel solamente venerdì. Quando, attorno alle 12, si è presentato nella hall il curatore nominato dal Tribunale di Padova per comunicare il licenziamento del personale e la chiusura dello stabilimento. Una vera e propria doccia fredda che ha lasciato visibilmente di stucco non solo i lavoratori, ma anche i 30 turisti presenti che, tra l'altro, si accingevano a pranzare. Si tratta di una dozzina di italiani assistiti dall'Inps per le cure termali, con tanto di famiglia al seguito. Tutto il resto sono tedeschi. Entro sera gli ospiti sono stati così tutti trasferiti in altre strutture della zona, grazie all'immediato intervento del presidente dell'Assoalbergatori Giuseppe Albertin e del direttore Marco Gottardo. Un boccone amaro da mandare giù per lavoratori e associazioni sindacali di Uiltucs Uil, Fisascat Cisl e Filcams Cgil che, a loro volta, si sono subito attivate per fornire l'assistenza necessaria.


L'intera vicenda è infatti parsa fin da subito piuttosto anomala. Per il 22 luglio al Bagno Romano era atteso addirittura il tutto esaurito, con ben 190 prenotazioni su 190 letti disponibili e altre 165 presenze sarebbero dovute arrivare anche ad agosto. Un po' difficile quindi, in questo caso, parlare di crisi del comparto termale. Tanto più che il fallimento sarebbe scattato per una cifra irrisoria (non raggiungerebbe i 100.000 euro) e, almeno in apparenza, facilmente sanabile. Per Gottardo, infatti: «Potrebbe essere una semplice svista amministrativa e quindi ci auguriamo che l'albergo possa riaprire al più presto». Più cauti invece i sindacati, secondo i quali qualche avvisaglia in ogni caso c'era, visto che già in passato qualche lavoratore sarebbe stato costretto a rivolgersi al Tribunale per essere pagato. E in più i giudici stessi, prima di decretare il fallimento, in genere convocano la proprietà per vedere se intende sanare i debiti. «Purtroppo anche in questo caso come altre volte, più che di crisi si può parlare di cattiva gestione degli alberghi», hanno ribadito Ivana Veronese e Donatella Pasinato (Uiltucs-Uil). Sulla sorte dei lavoratori, che dovrebbero essere messi in mobilità, se ne saprà di più già nei prossimi giorni dopo una serie di incontri in cui verranno coinvolti a tutti i livelli i rappresentanti dei sindacati.

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