Colpisce l’amante con un lingotto: condannato il cappellano di Piove di Sacco

Don Giuseppe “Pino” Madeo, 63 anni, ha patteggiato un anno e quattro mesi per tentata rapina e lesioni personali. L’episodio risale al 2021 e coinvolse una donna con cui aveva avuto una relazione

Carlo Bellotto

Don Giuseppe “Pino” Madeo, 63 anni, ha patteggiato di fronte al Tribunale di Roma un anno e quattro mesi di reclusione per tentata rapina e lesioni personali. La sentenza è dell’altro ieri. La sua difesa aveva chiesto al pubblico ministero Edoardo De Santis il rito alternativo, assicurando la il completo ravvedimento del sacerdote.

Da poche settimane ha iniziato il suo servizio come cappellano dell’ospedale di Piove di Sacco, un incarico delicato, fatto di corsie silenziose, stanze di degenza e incontri quotidiani con la sofferenza. Un compito che richiede ascolto, prossimità e conforto spirituale. Eppure, dietro questo nuovo capitolo della sua vita sacerdotale, si staglia una vicenda che ha lasciato un segno profondo, umano e giudiziario. Il 27 settembre 2021 il prete si presentò nell’abitazione di una 68enne benestante con cui in passato avrebbe avuto una relazione sentimentale. Non si trattava di una visita cordiale né di un chiarimento tardivo: secondo quanto ricostruito in sede processuale, l’intenzione era quella di impossessarsi dei gioielli di famiglia custoditi nella cassaforte della casa.

Per costringere la donna a consegnargli i preziosi, il sacerdote la minacciò e la colpì alla testa con un lingotto d’argento, provocandole delle lesioni. La scena, drammatica e improvvisa, si consumò tra paura e incredulità. Francesca, sotto shock, aprì la cassaforte mentre l’uomo raccoglieva i monili e li infilava in una busta. Ma in quei momenti concitati la donna riuscì ad avvisare il figlio, che si precipitò nell’abitazione. Con lui arrivarono anche gli agenti di polizia, che fermarono e arrestarono il sacerdote.

La donna ha scelto di non costituirsi parte civile nel processo, una decisione che racconta molto della sua storia personale. Donna di fede, da sempre vicina alla Chiesa, aveva conosciuto don Pino proprio in ambito parrocchiale. Il loro legame era nato in un contesto che avrebbe dovuto essere di guida spirituale e si era trasformato in una relazione affettiva intensa, vissuta lontano dagli sguardi indiscreti. Per un periodo, il rapporto aveva trovato un suo equilibrio fragile. Poi era arrivata la scelta del sacerdote di interrompere la relazione, riaffermando la volontà di restare fedele alla propria vocazione. Le ragioni profonde di quella rottura non sono mai state rese pubbliche. Resta il fatto che, anni dopo, il passato è riemerso nel modo più traumatico possibile.

Nonostante il dolore fisico e la delusione emotiva, la 68enne ha accettato le scuse e un risarcimento di quattromila euro. Una somma che ha deciso di devolvere all’ospedale Bambin Gesù, quasi a voler trasformare un’esperienza di sofferenza in un gesto di bene. Per lei, a quanto riferito, non è mai stato il denaro ad avere valore, ma piuttosto il peso del tradimento subito da una persona amata e di cui si fidava.

Oggi don Pino svolge il suo ministero tra i reparti dell’ospedale di Piove di Sacco, chiamato a stare accanto ai malati e alle loro famiglie nei momenti più difficili. Il prete è arrivato a Piove dall’Arcidiocesi di Rossano-Cariati nel Cosentino e si è stabilito solo dal dicembre scorso in parrocchia a Piove di Sacco. Nel bollettino parrocchiale di fine dicembre scorso si dava conto del suo arrivo. Non è escluso che ora sia destinato ad una nuova sede. —

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