Dopo 16 anni la sala Carmeli riapre alla città

Sono passati sedici anni e cinque mesi: stasera la biblioteca Carmeli, inglobata nell’istituto Amedeo di Savoia in via del Santo, riaprirà i battenti.
Era il 10 giugno del 1995 quando un fulmine, durante un temporale estivo, provocò un incendio che la danneggiò pesantemente. Sedici anni e quasi due milioni di euro dopo (il restauro conservativo è costato 1 milione 700 mila euro: 1 milione dalla fondazione Cariparo,175 mila dalla Provincia e 325 mila dal Comune, più 250 mila euro dalla Regione), la biblioteca voluta dal frate minore cittadellese Michelangelo Carmeli, e costruita nel 1761 dall’architetto veneziano Andrea Camarata, recupererà tutto il suo splendore.
Non più biblioteca, ma sala per incontri e musica. All’inaugurazione (alle ore 21) della «casa Carmeli», come viene spesso chiamata, chissà che non si parli anche della «casa della musica», ossia di quell’auditorium messo in forse dal presidente della fondazione Cariparo, presente insieme al sindaco Flavio Zanonato. Non solo: ci saranno anche il presidente della Provincia Barbara Degani, il rettore dell’Università Giuseppe Zaccaria e padre Enzo Poiana, rettore della Basilica del Santo. Suonerà la Civica Orchestra di Fiati di Padova e sarà presente l’attore Alberto Terrani.
La biblioteca porta il nome di Carmeli: il frate la donò alla città facendola passare sotto la giurisdizione dei Riformatori dello Studio di Padova. Una scelta che ne garantì la protezione economica e la salvaguardia del patrimonio librario, perché quando arrivò (era il 1810) il decreto napoleonico di soppressione dei beni appartenenti ad istituti religiosi, la biblioteca formalmente non apparteneva al convento. I libri furono trasferiti qualche anno dopo nella biblioteca universitaria, dove sono tuttora. Mentre la sala Carmeli rimase, con la volta a catino dipinta da Giuseppe Gru da Verona e le sue scene allegoriche e mitologiche, oltre ai pregevoli scaffali intarsiati dagli stessi frati minori. (e.a.)
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