Forzato l’ingresso dell’ex tribunale militare di Padova, i residenti: «È la quarta volta»

Ancora un tentativo di intrusione nel palazzo Rinaldi di Padova: «Preoccupati. Qui gira di tutto»

Rocco Currado
Il portone dell'ex tribunale militare di Padova
Il portone dell'ex tribunale militare di Padova

Cresce la preoccupazione dei residenti attorno a palazzo Rinaldi, l’ex Tribunale militare del Veneto orientale situato al civico 26 dell’omonima via, laterale di via Altinate, a Padova.

Da tempo l’edificio versa in stato di abbandono e, secondo quanto denunciano i cittadini della zona, sarebbe diventato teatro di continui tentativi di intrusione che alimentano senso di insicurezza tra chi vive nelle abitazioni circostanti.

Ad alzare la voce è Elda Omari: «Ho visto ieri mattina (16 maggio, ndr) che avevano tentato per la quarta volta», racconta la donna, «un’altra volta avevo trovato il portone spalancata e avevo chiamato la polizia, che ha messo i lucchetti: ma continuano a tentare di entrare». La donna spiega che i residenti osservano quotidianamente ciò che accade attorno all’ex tribunale direttamente dai giardini interni delle loro abitazioni. «Dai nostri giardini vediamo tutto», conferma Omari, «e siamo preoccupati, gira di tutto e a tutte le ore».

Sul caso interviene il capogruppo Udc Luigi Tarzia, che punta il dito contro lo stato di degrado della struttura. «L’ex tribunale militare continua purtroppo a rappresentare un evidente elemento di degrado e di allarme sociale nel cuore della città», dice, «da diverso tempo si susseguono segnalazioni e tentativi di ingresso all’interno dell’immobile e in alcuni occasioni pare che alcune persone siano persino riuscite ad entrarvi, a dimostrazione di una situazione che non può più essere affrontata soltanto in modo emergenziale o episodico». Secondo l’ex giordaniano passato all’opposizione «lo stabile è ormai diventato un vero e proprio buco nero urbano: un luogo abbandonato, privo di funzione e percepito dai residenti come insicuro, in una zona centrale della città che meriterebbe ben altra attenzione».

Per questo, conclude, «oltre a chiedere di metterlo maggiormente in sicurezza, il Comune dovrebbe sollecitarne la dismissione, la vendita, la sua rigenerazione urbana avviando un confronto più puntuale con tutti i soggetti competenti al fine di evitare che palazzo Rinaldi diventi ancora di più e pericolosamente un luogo di insicurezza, degrado e marginalità». Solo pochi mesi fa la capogruppo leghista Eleonora Mosco aveva denunciato la situazione: «I residenti dell’area non possono continuare a vivere tra degrado, spaccio e aggressioni. La sicurezza dei cittadini deve tornare a essere una priorità», diceva, annunciando «una mozione per chiedere se il Comune intende davvero prendersi a cuore questa priorità o la

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