Padova, fuoco al portone del palazzo Ater: la paura dei residenti
La segnalazione di una donna che abita in via Cantele a Padova: «Abbiamo denunciato problemi con un nuovo vicino. Ci siamo già rivolti all’Ater ma non è cambiato niente»

«Abbiamo due opzioni: o moriamo arsi vivi oppure saltando in aria per colpa dei tubi del gas». Una visione decisamente drammatica quella della signora M. B 61 anni, residente in via Cantele 30, a Padova, in uno dei complessi Ater, che ospita 12 unità abitative su tre piani.
La testimonianza
«Da 20 anni abito qui e con tutti i condomini non ho mai avuto uno screzio – racconta – Purtroppo da quasi due anni, hanno fatto entrare un soggetto complesso, un uomo tutto sommato giovane, ma che catalizza problemi», spiega la donna che non riesce come gli altri condomini a chiudere occhio, per paura che qualcuno dia fuoco allo stabile.
«Il primo episodio a marzo di quest’anno, poco prima di mezzanotte, mi sono svegliata di soprassalto, ho sentito un botto. Sono scesa e ho visto una donna che sbraitava e che aveva rotto il vetro del portoncino di ingresso. Diciamo che non era del tutto in sé, inveiva contro il nuovo condomino. Dopo l’arrivo delle forze dell’ordine e l’identificazione, ho pensato di mettere un pezzo di cartone a protezione della porta, anche perché qui ci sono animali domestici e c’era il rischio che finissero in strada».

Passati quindici giorni dalla rottura del vetro, un altro episodio più grave: «Ero in casa, quando ho percepito nitidamente un forte odore di bruciato. Sono corsa fuori e ho avvisato tutti i condomini. Ci siamo precipitati in androne e abbiamo visto che era stato dato fuoco al portone d’ingresso sfruttando il cartoncino messo sopra il vetro rotto. Ovviamente abbiamo chiamato sia i carabinieri che i vigili del Fuoco e sporto denuncia. Le fiamme stavano per investire i tubi del gas, ce la siamo vista brutta».
«Qui non c’è pace»
A quel punto gli inquilini, hanno denunciato il fatto e spiegato di avere le idee chiare su chi avesse potuto compiere un gesto tanto forte: «Qui non c’è più pace. È un continuo viavai di persone “sospette”, alcune chiaramente in stato di astinenza e, credetemi, abbiamo tutti paura. Purtroppo l’alloggio in uso a quel signore è mal frequentato, ma noi non possiamo fare nulla. Solo subire. Giovedì scorso abbiamo preso così tanta paura, che abbiamo deciso di rivolgerci alla stampa per chiedere aiuto», sottolinea la sessantenne, «I condomini hanno rischiato nuovamente l’incendio. Verso le 7 del mattino, qualcuno con due taniche aveva sversato del liquido oleoso sul portone d’ingresso, accatastando davanti dei comodini che erano stati destinati a essere smaltiti in discarica da AcegasApsAmga. Ci avevano insomma “murati vivi”».

Denuncia contro ignoti
Pompieri e carabinieri sono intervenuti nuovamente davanti a questo episodio più grave del primo. Hanno sequestrato le due taniche vuote, compiuto i rilievi e fatto partire una denuncia al momento contro ignoti: «A mio modo di vedere si è trattato di un avvertimento ai residenti, per aver dato delle indicazioni sul precedente tentativo di incendio», spiega angosciata la donna, che passa le notti in bianco, come del resto fanno gli altri inquilini. «Ho telefonato all’Ater, è venuto un geometra, ma qui non si muove nulla. Quando si decide di inserire una persona in un alloggio, non si deve recare danno a chi da decenni risiede in pace. Chi è deputato a inserire nuovi inquilini deve saperli ponderare bene e conoscere il background che si portano in dote. Adesso abbiamo richiesto impianti di videosorveglianza e che le forze dell’ordine pattuglino di più l’area. Vogliamo tutti ritrovare serenità e non rischiare la vita ogni giorno e nemmeno fare dei turni per tutelare l’edificio», conclude ancora angosciata la donna.
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








