Ecco il dress code per dipendenti e consiglieri in Regione Veneto: no a tute, canotte e armi

Niente oggetti voluminosi in Consiglio. Scatta il divieto di parlare ad alta voce. E vengono dettate le regole per l’utilizzo dell’Intelligenza artificiale

Laura Berlinghieri
Una seduta del consiglio regionale a palazzo Ferro Fini
Una seduta del consiglio regionale a palazzo Ferro Fini

Un abbagliamento che deve essere adeguato al luogo. E, così, i comportamenti da tenere: niente discussioni ad alta voce, per dire. E poi un utilizzo appropriato delle strumentazioni messe a disposizione per il ruolo: non è con il telefono fisso del Ferro-Fini che si prendono accordi per la serata al ristorante, per esempio, né con il computer aziendale che si prenotano le vacanze estive.

È il nuovo regolamento disciplinare per consiglieri e dipendenti regionali. Più d’uno, a voler essere precisi: un primo testo partorito dall’Ufficio di presidenza e il secondo dalla giunta regionale. Due documenti distinti, ma accomunati dalle finalità: garantire decoro e ordine tra le aule istituzionali della Regione.

L’abbigliamento vietato

Certo, passando pure da precisazioni che sembrerebbero superflue. Come il divieto di indossare – ed è un elenco puramente a titolo d’esempio – «calzoni corti, canottiere, ciabatte, tute sportive». Divieto valido tanto per consiglieri e dipendenti dell’Aula, quanto per eventuali visitatori esterni: tutti eventualmente allontanabili dal personale addetto alla sorveglianza.

Perché, in generale, «per l’accesso all’Aula consiliare e alle altre sale è richiesto che i consiglieri adottino un abbigliamento decoroso, consono all’istituzione e alla dignità del mandato ricevuto e del consesso». E quindi è fatto assoluto divieto di esibire un abbigliamento «che possa urtare la sensibilità, apparire non decoroso o che possa non permettere l’identificazione». E, accanto all’abbigliamento, vi sono i comportamenti, «corretti e rispettosi», con divieto quindi di «parlare ad alta voce sia ad altre persone che al cellulare».

No alle armi in Consiglio

Nel novero delle precisazioni che appaiono superflue – ma che, a questo punto, forse così superflue non sono – rientra anche il divieto di portare con sé «armi, oggetti atti ad offendere od oggetti voluminosi».

Perché, si legge nel documento diffuso dall’Ufficio di presidenza, «l’intensificarsi di diversi episodi di violenza verificatisi in Europa, anche in sedi istituzionali, ha aumentato lo stato di allerta generale rendendo necessario l’innalzamento delle misure di prevenzione già esistenti».

Cellulari, tablet e e-mail

E poi, si diceva, ci sono le regole che riguardano l’utilizzo delle strumentazioni internet delle quali possono venire dotati i dipendenti: telefoni fissi, cellulari, tablet, computer, wifi aziendale. E poi l’immancabile ricorso all’intelligenza artificiale: croce e delizia del nostro tempo.

In ogni caso, la regola è molto semplice: salvo circoscritte situazioni di urgenza, e con certificate eccezioni relative ai soli telefoni cellulari, l’utilizzo della strumentazione del Consiglio regionale assegnata al personale dipendente deve essere limitato alle funzioni strettamente legate al ruolo.

E dunque, per fare un esempio, con il tablet di lavoro è possibile consultare l’agenda istituzionale del Ferro-Fini, ma non certo accedere a Netflix.

Le stesse regole riguardano la posta elettronica con dominio ufficiale, che deve essere utilizzata per motivi di lavoro, anche se in questo caso le regole appaiono un po’ più morbide rispetto a quelle degli altri ambìti.

L’intelligenza artificiale

Infine, la regolamentazione del ricorso all’Intelligenza artificiale, della quale ormai nessuna azienda sembra più sapere fare a meno. «I sistemi e modelli di Intelligenza Artificiale che l’Amministrazione mette a disposizione», dice la giunta regionale, «devono essere utilizzati in modo strettamente pertinente allo svolgimento dell’attività lavorativa».

Nessun pugno di ferro, dunque. Ma un semplice appello al buonsenso. Senza stravolgimenti – si pensi a quando, una manciata di anni fa, si rese necessario eliminare gli alcolici dal bancone del bar del Ferro Fini – ma con la legittima pretesa di rispetto del decoro dell’istituzione.

 

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