Ecco il magazzino dei vu' cumprà

Maxi-sequestro di borse contraffatte a Torre: due fermi e sei denunce
TORRE. L’edificio al civico 208 di via Fornaci, dove i carabinieri hanno scoperto il covo dei grossisti padovani dei vu’ cumprà. In cella due persone, denunciati anche cinque senegalesi e una padovana
TORRE. L’edificio al civico 208 di via Fornaci, dove i carabinieri hanno scoperto il covo dei grossisti padovani dei vu’ cumprà. In cella due persone, denunciati anche cinque senegalesi e una padovana
 
Venti vu cumprà, ammassati in religioso silenzio. Scoperte dall'Arma due «cattedrali del falso». Si tratta del più grosso sequestro di borse contraffatte mai effettuato in questi anni in città. Due persone sono state sottoposte a fermo, sei i denunciati fra cui una padovana.
 L'operazione è stata portata a termine dall'aliquota operativa della Compagnia di Padova diretta dal tenente Luca Bordin. Secondo gli investigatori il blitz potrebbe aver portato alla luce il magazzino che rifornisce tutti i vu' cumprà che poi vendono la merce in centro a Padova, sul liston o in Prato della Valle, ma anche in altri capoluoghi del Veneto. I carabinieri sono arrivati ai due appartamenti (uno in via Fornaci 208 e l'altro in via Madonna del Rosario 113, entrambi a Torre) dopo un lungo servizio di osservazione e pedinamento dei venditori abusivi.  In cella, sottoposti a fermo per i reati di ricettazione e introduzione e commercio di merce contraffatta sono finiti Ndiaye Madani, senegalese di 27 anni e Momar Diaw, 35 anni, senegalese. Quest'ultimo è stato bloccato proprio dal tenente dopo una fuga per i campi lunga almeno due chilometri.  Denunciati anche tre loro connazionali di 54, 48 e 32 anni per concorso nell'introduzione e commercio di merci contraffatte: questi tre, a differenza dei fermati che si sono assunti la responsabilità della detenzione delle borse sequestrate, stavano dormendo con vicino le brande due borsoni pieni di merce. Gli altri 13 senegalesi che dormivano nelle stanze sono stati controllati e rilasciati, in quanto tutti avevano il permesso di soggiorno in regola e nessuno aveva con sé borse o altri oggetti contraffatti. I cinque fermati o denunciati sono stati bloccati nell'appartamento di via Fornaci 208.  In via Madonna del Rosario 113, invece, i carabinieri sono arrivati perché una volta in via Fornaci hanno notato un sospetto via vai di africani nell'edificio vicino (i due stabili sono adiacenti nonostante siano in strade diverse). Arrivati in via Madonna del Rosario hanno notato un senegalese di 36 anni che stava nascondendo le borse all'interno di un garage di proprietà di una quarantenne, Fabiola C., che in un primo momento si è giustificata dicendo che il suo box auto aveva la serratura rotta, poi ha detto che i senegalesi avevano le chiavi perché usavano un suo congelatore per conservare la carne, infine, ha ammesso ed è stata denunciata per favoreggiamento all'introduzione e commercio di merce contraffatta. Denunciati per concorso al commercio di merce contraffatta il giovane che stava nascondendo le borse e il proprietario dell'appartamento, senegalese di 42 anni.  

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