Furti e rapine a raffica, undici arresti

Avevano un arsenale a disposizione, il bottino veniva poi fuso in una gioielleria a Cavarzere. Nel mirino c’era un orefice
Di Enrico Ferro

PIOVE DI SACCO. C’erano gli specialisti dei furti, i professionisti delle rapine e i picchiatori per vocazione. E questo era il gruppo d’azione. Poi c’erano i ricettatori, importantissimi perché monetizzavano le fatiche del gruppo. A loro interessava solo una cosa: i soldi. Erano quasi tutti nullafacenti e lo “stipendio” se lo procuravano così. Rubando. Avevano anche le armi. Erano riusciti a procurarsi un arsenale facendo arrivare pistole e fucili dalla Slovenia. I carabinieri di Piove di Sacco sono giunti al terzo e conclusivo step di una indagine iniziata con il sequestro di una Santa Barbara. Da lì, gli investigatori guidati dal capitano Enrico Zampolli, sono riusciti a individuare tutti i soggetti che giravano intorno a questa nuova cellula della malavita piovese. Ieri mattina all’alba gli uomini dell’Arma hanno eseguito undici provvedimenti restrittivi: due persone sono finite in carcere, sette agli arresti domiciliari, altre due dovranno firmare ogni giorno in caserma. Ventinove le perquisizioni eseguite in abitazioni e campi nomadi tra il Piovese e la riviera del Brenta. Un’oreficeria a Cavarzere (Venezia) è stata sequestrata perché era lì che veniva fuso l’oro recuperato nei vari furti. Il canovaccio investigativo tracciato dai carabinieri di Piove di Sacco ha consentito al pm Benedetto Roberti di contestare il reato di associazione a delinquere finalizzata alla ricettazione, riciclaggio, furto aggravato, introduzione nello Stato di armi, rapina aggravata e furti in abitazione.

Chi sono gli arrestati

In carcere sono finiti Manuel Fiorin, 21 anni, residente ad Arzergrande, soprannominato “il piccolo” e Alfred Bardhoku, 31 anni, albanese, già detenuto in carcere a Venezia perché arrestato nell’ambito della stessa indagine lo scorso mese di giugno. Arresti domiciliari per Mattia Castello, 23 anni, residente a Piove in via Valeri; Morgan Onichini, 34 anni, residente a Piove in via Tagliamento; Leonardo Savioli, 23 anni, residente ad Arzergrande; Marco Fornaro, 44 anni di Piove di Sacco, detto “la vecchia”; Carlo Gobbi, 60 anni, di Cavarzere; Pasquale Maisto, 47 anni, residente a Piove; Sara Garbin, 36 anni, di Polverara. Divieto di dimora a Padova invece per Cristofalo Cianciolo, 39 anni, attualmente domiciliato in provincia di Chieti e obbligo di firma per Floriano Molena, 64 anni, di Piove.

L’organizzazione

Avevano stretto un patto d’acciaio con i sinti e il salto di qualità lo dovevano fare con la rapina in casa di un orefice di Fossò, piano sventato dall’intervento dei carabinieri con i primi arresti lo scorso aprile. Per il resto gli investigatori contestano sedici furti in altrettante abitazioni tra il Piovese e la provincia di Venezia. Poi c’è la rapina da 30 mila euro messa a segno al distributore di benzina H6 di Piove.

Sequestrata la gioielleria

Il colpo grosso fatto dagli inquirenti in quest’ultima fase è stato individuare il ricettatore: l’orefice Carlo Gobbi. La sua oreficeria in centro a Cavarzere, chiamata Oreficeria Gobbi Felice, è stata sequestrata. Lì dentro hanno trovato chili e chili di oro fuso, oltre che gioielli provenienti da innumerevoli colpi. Il sequestro apre il campo ad altri sviluppi.

e.ferro@mattinopadova.it

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova