Il bar “Al Municipio” a Padova non riaprirà. «Scelta difficile, ma inevitabile per il Covid»

PADOVA. C’è anche una chiusura “illustre” tra le tante vittime della crisi economica provocata dal virus Covid-19. Con un messaggio alla sua maniera – ruvido e allo stesso tempo dolce – la titolare del bar Al Municipio, proprio sotto palazzo Moroni, ha annunciato la chiusura della sua attività.
«Eccomi qua ma non per l’ultima volta» scrive sulla sua pagina Facebook Giorgia Rasi, «da lunedì saremo in zona gialla ma noi non apriremo più. Se tutto va bene faremo solo un’ultima apertura, così potremo salutarci. Ovviamente è stata una scelta difficile, il mio cuore ha sofferto, ma poi la mia parte razionale è venuta fuori. Ci vedremo in giro per Padova come sempre. È vero che dentro quel piccolo bar ne sono successe di cose, belle e brutte, ma tutte da ricordare. Inutile spiegare le motivazioni di questa mia decisione. È una situazione difficile per la nostra categoria. Ma sono felice lo stesso, quindi a presto».
Giorgia, 48 anni, ha rappresentato per 12 anni una filosofia di bar: una titolare presente, amica, confidente, ma anche “tosta”, burbera se necessario e autentica al punto da fare della sincerità una regola. È così che Al Municipio è diventato un’istituzione in centro. Più conosciuto come “Il Baffo” per i baffoni del papà di Giorgia, una presenza immancabile da quando è andato in pensione. Dalla chiacchiera pronta, dalla simpatia genuina, un valore aggiunto per il bar della classe politica padovana.
Qui veniva a prendere il caffè il primo cittadino, Sergio Giordani, la sua segretaria, il suo portavoce, lo staff. Qui sono passate schiere di assessori e consiglieri comunali (più di sinistra ad esser precisi, ma senza troppe distinzioni), qui venivano a fare colazione dirigenti, funzionari e dipendenti del Comune, qui sono venuti fino all’ultimo giorno i fotografi e i giornalisti di “bianca”, le notizie politiche e amministrative.
Vuoi la posizione, proprio accanto all’entrata laterale di Palazzo Moroni, vuoi la presenza di moltissimi politici, il Baffo ha scritto un pezzetto di storia della piazza. E così nel 2018 Giorgia ha compiuto 10 anni di attività. Con lei Chiara, la seconda presenza fissa del locale, mani d’oro per il caffè, mentre Giorgia è sempre stata la regina degli spritz.
Dentro trovavi un’edicola di quotidiani: tutti i locali, poi i giornali sportivi e quelli nazionali. Tra un tazzina e un bicchiere, i fatti si commentavano, a volte si creavano (quanti accordi davanti al banco della Giorgia), infine si ricordavano.
E proprio lei, Giorgia, ha visto accadere tante cose, ha assistito al cambiamento di piazza delle Erbe, negli ultimi cinque anni sempre meno vivace. Lontanissimi i tempi in cui era gremita di studenti, poi ci hanno pensato i Dpcm del Governo, una batosta dietro l’altra a dare il colpo finale al locale.
Prima chiusi per lockdown; poi riaperti ma con mille prescrizioni, non tutte alla portata per un “posticino” che delle sue dimensioni mignon aveva fatto il suo vanto; e poi plateatici ma contingentamento, ancora chiusura e infine asporto. E la magia si è persa. «Mai dire mai», assicura Giorgia. Chissà, il futuro non lo si conosce e la voglia di fare, vien da sé, con Giorgia non si spegnerà. —
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