Il nuovo Caffè Pedrocchi: due mesi di restauri, dipendenti a rischio

PADOVA. Ermes Fornasier, il presidente delle Fede&Group, la società che gestirà il Caffè Pedrocchi per i prossimi 15 anni, ieri mattina era in città per incontrare gli assessori Marta Dalla Vecchia e Umberto Zampieri.
Tutto pronto, quindi, per la nuova gestione, che dovrebbe partire tra poco più di un mese?
«La Pedrocchi srl 2001 (società che fa parte della Compagnia delle Opere, ndr) ci consegnerà le chiavi dello storico locale il prossimo 15 gennaio» conferma Fornasier, nato a San Donà di Piave e residente a Milano, sposato e padre di una figlia, laureato a Pisa in Ingegneria Nucleare ed ex amministratore delegato della Zoppas (1992-1996) e di Comau-Fiat. «In base a quanto abbiamo già comunicato al Comune (che riceverà il 12.11% del fatturato, con almeno 80.000 euro all’anno )», continua il nuovo gestore «il Caffè resterà chiuso circa due mesi per i lavori di restauro. Quasi certamente faremo l’inaugurazione in primavera, tra la fine di marzo e i primi giorni di aprile. Dovremo ristrutturare totalmente i bagni e rivisitare gli impianti elettrici e le cucine. Saremo subito costretti a spendere un bel po’di soldi (l’ing. Fornasier non lo dice, ma si parla di un investimento iniziale di 500.000 euro, ndr). A tale scopo posso anticipare che chiederemo un contributo alla proprietà, ossia al Comune».
I 14 dipendenti, compreso il direttore Roberto Turrin, saranno subito riassunti?
«Come prevedono le normative sindacali vigenti, spetterà all’attuale società che gestisce il complesso di via 8 Febbraio interrompere il rapporto di lavoro con i 14 lavoratori. Per quanto ci riguarda, è naturale che rispetteremo anche il passaggio del capitolato d’appalto, in cui è scritto che, nelle assunzioni che andremo a fare quando il Pedrocchi sarà riaperto, i dipendenti attuali saranno considerati delle priorità rispetto agli altri. Ma questo, naturalmente, dipenderà da come saranno le nostre entrate».
Ma come cambierà il Pedrocchi quanto a offerta generale alla clientela?
«Il caffè, quello della torrefazione padovana Diemme, continuerà a costare, al banco, un euro. Il ristorante resterà aperto anche alla sera. La Sala verde resterà come quella attuale. La chiusura avverrà a mezzanotte. Nella Sala ottagonale (che una volta era la sala borsa della città ed è stata restaurata nel 1998 su progetto dell’architetto Umberto Riva, ndr) ci sarà una pasticceria, con tavolini propri, in cui ci affideremo ai dolci dell’azienda Racca. A Natale e Pasqua poi continueremo a vendere i panettoni e le colombe, prodotti dalla cooperativa Giotto. Sono già in corso, infine, le trattative per fare entrare all’interno del Pedrocchi il meglio del made in Italy alimentare che abbiamo nel Nordest d’Italia».
Che tipo di attenzione avrete per gli eventi culturali?
«Ci siamo impegnati per gestire al meglio il Museo del Risorgimento e la Sala Rossini. Abbiamo già sollecitato più volte i responsabili di settore del Comune per ottenere dalle Belle Arti tutti i tipi di permessi, necessari per poter organizzare eventi anche musicali al Piano Nobile. Anche perché ci rediamo conto benissimo che potremo incrementare le entrate proprio con un’offerta più aggressiva e meglio organizzata rispetto ad oggi nei settori della convegnistica e degli appuntamenti mondani».
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