La moglie al suo Michele «M’hai insegnato l’amore»

Per l’addio al pilota di Sant’Angelo in tanti non hanno trovato posto in chiesa Dopo la cerimonia il rombo di decine di moto ha dato l’ultimo saluto all’amico
Di Alessandro Cesarato
MALAGOLI-FOTO PIRAN-S.ANGELO DI PIOVE DI SACCO-MICHELE LANDO
MALAGOLI-FOTO PIRAN-S.ANGELO DI PIOVE DI SACCO-MICHELE LANDO

SANT’ANGELO DI PIOVE. Erano in tanti, tantissimi, ieri nella chiesa di San Michele Arcangelo a dare l’ultimo saluto a Michele Lando, il quarantunenne artigiano morto sabato scorso all’autodromo di Adria mentre era impegnato in una gara motociclistica amatoriale. La sua vita è stata spezzata da una tragica fatalità, da una moto “imbizzarrita” che gli è piombata addosso dopo che, in seguito a una caduta, era sfuggita al controllo di un pilota che lo precedeva in pista. Ieri la chiesa parrocchiale di Sant’Angelo si è rivelata decisamente troppo piccola per contenere tutti i presenti.

Molti hanno seguito la cerimonia funebre raccolti nel sagrato. In silenzio. Chiusi nel proprio dolore. Michele mancherà davvero a tanti. Lo si è percepito dai volti scuri e dagli occhi lucidi di chi lo conosceva e ha voluto fortemente stringersi attorno ai familiari in questo terribile momento.

Ad attendere il feretro davanti alla chiesa c’erano anche due ali di moto, decine e decine, tutte recanti il 27. Il numero di Michele, quello serigrafato sulla sua moto. Le due ruote erano state la sua passione sin da bambino, da quando per la prima volta salì su una moto giocattolo. Sulle pareti della chiesa anche due poster giganti che gli amici hanno voluto dedicargli con un gesto di estremo affetto. Uno era impreziosito da tante foto della sua carriera di pilota, l’altro lo ritraeva abbracciato all’amata moglie Irene e alla sua bambina di pochi mesi, gioia della sua vita. Sono state proprio le parole della moglie sull’altare a ricordare in modo struggente chi era Michele. Parole che tutti porteranno per sempre nel cuore. Un ricordo che è stato allo stesso tempo un vero e proprio ringraziamento a una persona speciale. «Michele» ha detto la moglie «era un uomo con la u maiuscola. Una persona generosa, disponibile, sempre pronto a prodigarsi per gli altri. Mi ha insegnato cos’è il vero amore e per questo lo ringrazio per avermi scelta come compagna. Lui sarà sempre con me e la nostra bambina».

Amorevoli anche le parole di mamma Elda che con voce rotta dalla commozione ha promesso a Michele che amerà e si occuperà della sua bambina come ha sempre fatto con lui. Un tuffo al cuore che ha fatto pensare a una famiglia unita che ora sta cercando di farsi forza, dimostrando grande coesione e dignità. Al termine della messa, all’esterno della chiesa, c’è stato un altro momento molto forte e toccante. C’erano molti amici piloti e anche quelli iscritti allo stesso motoclub che consideravano Michele più che un fratello. Tutte le motociclette schierate sul piazzale sono state simultaneamente accese e hanno accolto e salutato Michele con una accelerata potente. Un rombo fortissimo ha echeggiato a lungo, all’unisono. Ha fatto venire i brividi. Un forma di abbraccio collettivo, una “sinfonia” per salutare un amico appassionato e genereoso.

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