La protesta dei residenti: «Basta sagre in Prato della Valle»
Il comitato guidato da Sebastiano Arcoraci protesta contro gli eventi “mangerecci” attorno all’Isola Memmia: «Più rispetto per il valore culturale di questo spazio»

Uno dei luoghi monumentali della città trasformato in una sorta di “sagra”, tra fumi di griglia e mastodontici tir proprio sotto le statue dei personaggi noti della città. Il comitato Pro Prato della Valle torna a far sentire la propria voce, sollevando una critica durissima contro la gestione di quello che è, a tutti gli effetti, il simbolo identitario di Padova insieme alla Basilica del Santo. Al centro della polemica c’è l’uso "distonico" della piazza, che negli ultimi anni sembra aver smarrito la sua vocazione monumentale per diventare teatro di manifestazioni fieristiche di dubbia coerenza.
Lo sfregio del "fuori contesto"
L’ultimo episodio che ha fatto traboccare il vaso è stato l’International Street Food, svoltosi dal 12 al 15 aprile. Secondo il Comitato – composto da cittadini, professionisti e operatori economici – vedere la seconda piazza più grande d’Europa invasa da camioncini intenti a cuocere arrosticini e salsicce rappresenta un danno d’immagine incalcolabile. «Abbiamo manifestato più volte il nostro dissenso per un uso improprio dei luoghi "prateschi"», spiegano i rappresentanti del Comitato, guidato da Sebastiano Arcoraci. «Non è accettabile che un contesto protetto dalla Soprintendenza, circondato da 78 statue di illustri personalità, venga ridotto a una sagra, con effluvi maleodoranti e strutture invasive che ne compromettono il decoro e la fruibilità».
Vent'anni di immobilismo
La protesta, tuttavia, non si ferma ai soli eventi gastronomici. Il malcontento affonda le radici in oltre due decenni di assenza di interventi strutturali da parte dell’Amministrazione comunale. Se non fosse per i restauri delle statue finanziati da mecenati privati, il Prato rischierebbe un declino lento ma inesorabile.
Il Comitato ha già presentato un progetto di riqualificazione complessiva, nato da un’analisi tecnica e dalla volontà civica di valorizzare l’Isola Memmia, ma la proposta è rimasta chiusa nei cassetti di Palazzo Moroni, senza risposte operative. «Un patrimonio di tale rilevanza non può essere lasciato senza una visione strategica», incalzano i cittadini, chiedendo a gran voce un calendario di eventi di qualità che sia compatibile con il pregio del sito.
L'appello alle istituzioni
L’obiettivo non è svuotare la piazza, ma restituirle dignità. La richiesta rivolta al Comune e alla Soprintendenza è chiara: dirottare le manifestazioni di stampo "paesano" verso aree più idonee e meno soggette a vincoli, salvaguardando il Prato come agorà culturale.
«Prato della Valle non è solo uno spazio urbano: è un simbolo», conclude il Comitato. La sfida ora passa alla politica: Padova deve decidere se continuare a trattare la sua piazza più bella come un semplice parcheggio per eventi o se iniziare finalmente a curarla come il monumento nazionale che il mondo ci invidia.
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