Ladri in fuga perdono borsa con un chilo e mezzo di ori

La refurtiva di monili d’oro, pari a un chilo e 600 grammi, recuperata sabato sera dai carabinieri a Torre
Inseguiti ed accerchiati da quattro pattuglie dei carabinieri, due ladri in fuga si gettano dal cavalcavia autostradale di Torre di Mortise uscendo indenni dopo un volo di circa 8 metri. Solo così riescono a svignarsela. Lasciano però sul terreno un borsone contenente qualcosa come un chilo e seicento grammi di monili d'oro frutto delle loro scorribande soprattutto in città e nell'Alta padovana, bersagliate negli ultimi tempi da una serie impressionante di furti in abitazione.
Questo fatto di cronaca all'ultimo respiro inizia attorno alle 8,45 di sabato sera a San Michele delle Badesse, frazione di Borgoricco. Un'auto-civetta dei carabinieri in borghese dell'aliquota operativa della compagnia di Cittadella è impegnata nell'ambito di un servizio di controllo straordinario del territorio teso a prevenire e reprimere i ripetuti raid ladreschi registrati nel circondario. Ecco arrivare una Fiat Punto bianca, seguita da una Citroen C4 con due persone a bordo. Via coi controlli sul «cervellone» della banca-dati. La C4 risulta rubata il 12 novembre scorso a Istrana (Treviso). I militari dell'Arma allertano subito le centrali operative di Cittadella e Padova. E senza dare nell'occhio partono all'inseguimento dell'auto «francese». Nei pressi di Padova, improvvisamente la Punto si defila. Vistosi braccato, il conducente della C4 preme sull'acceleratore affrontando la statale del Santo sul filo dei 150-160 all'ora. Ma i carabinieri si fanno sotto, coordinando via-radio l'intervento di altre «gazzelle». Arrivano di rinforzo due pattuglie del radiomobile di Padova ed una di Cadoneghe. Intanto i due fuggiaschi in C4 imboccano la tangenziale per Padova Est. In cima al cavalcavia di Torre, non lontano dal campo nomadi, s'accorgono d'essere in trappola, stretti da tre «gazzelle» dei carabinieri e dall'auto-civetta che ormai gli è addosso. A quel punto, perso per perso, tentano un'impresa acrobatica da «gatti selvatici». Escono dalla C4 e si lanciano nel vuoto. Gli inseguitori rimangono allibiti. Sul posto accorrono altre pattuglie di rinforzo. E arrivano anche i vigili del fuoco. L'intera zona, illuminata a giorno dalle cellule fotoelettriche, viene perlustrata in ogni suo anfratto. Dei due «cascatori» non c'è traccia. Viene invece recuperata una borsa con un centinaio tra anelli, bracciali, collane, orecchini, orologi ed altri monili d'oro. Tutta roba rubata. Taluni «ori» appaiono di ottima lavorazione. Adesso i miliari dell'Arma stanno cercando di appurare a chi appartiene ogni singolo oggetto, dove e quando è stato rubato. Serve tempo e pazienza. Anche ieri, sotto la pioggia, i carabinieri hanno effettuato altri sopralluoghi sul cavalcavia di Torre, nella speranza di trovare elementi utili all'identificazione dei due uomini-gatto in Citroen. Una cosa appare certa: non sono né morti né feriti, nonostante quel balzo da un'altezza che fa paura solo a vederla. E si sta pure cercando la Punto bianca scomparsa come una meteora. Ci si sta accorgendo che dietro ai furti nelle case ruota un'organizzazione capillare. Con compiti diversificati e precisi.
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