Latitante arrestato dopo 3 anni, tradito dalle telecamere: «Non si può più rubare in pace»

Catturato a Tricesimo un 37enne ricercato dal 2023: colpi nei parcheggi dei supermercati e prelievi fraudolenti. Dovrà scontare oltre 5 anni di carcere. Messo di fronte alle prove, tra cui i filmati di videosorveglianza

Fine della fuga dopo quasi tre anni di latitanza. Un 37enne originario di San Vito al Tagliamento è stato arrestato all’alba del 24 aprile dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Pordenone, che lo hanno rintracciato in un appartamento di edilizia popolare a Tricesimo.

L’uomo, irreperibile dal maggio 2023, è stato fermato in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica di Pordenone. Su di lui pendeva una lunga serie di condanne definitive per reati contro il patrimonio, commessi tra il 2019 e il 2023 tra Pordenone, Udine, Gorizia e Venezia.

Il conto con la giustizia è pesante: dovrà scontare 5 anni e 2 mesi di reclusione, oltre a 2 mesi e 15 giorni di arresto, e pagare sanzioni per un totale di 4.500 euro.

Le indagini hanno ricostruito un sistema di furti ben rodato. Il 37enne agiva soprattutto nei parcheggi dei supermercati, approfittando di un momento di distrazione delle vittime, spesso donne sole. Bastavano pochi secondi: mentre le persone si allontanavano dall’auto per riportare il carrello, lui entrava in azione, sottraendo borse e portafogli lasciati incustoditi e dileguandosi rapidamente.

Ma a colpire è anche un dettaglio emerso durante le indagini. Messo di fronte alle prove, tra cui i filmati di videosorveglianza, l’uomo si sarebbe lasciato andare a uno sfogo sorprendente: «Non si può più andare a rubare in pace con tutte queste telecamere». Una frase che oggi suona quasi come una beffa, considerando che proprio le immagini lo hanno incastrato.

Determinanti, infatti, sono stati i video dei prelievi fraudolenti agli sportelli bancomat, effettuati con le carte rubate. In quelle registrazioni, i Carabinieri hanno notato alcuni capi di abbigliamento molto riconoscibili – una felpa e delle scarpe di marca – poi ritrovati nel suo armadio.

Nonostante i tentativi della difesa di ottenere misure alternative alla detenzione, il Tribunale di Sorveglianza di Trieste ha respinto ogni richiesta, evidenziando la totale indifferenza dell’uomo verso l’autorità e l’assenza di segni di pentimento.

Al termine delle procedure, il 37enne è stato trasferito nella Casa Circondariale di Udine, dove sconterà la pena.

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