Lavoratrici Errebi di Este licenziate «Trattate come pezze da piedi»

Undici dipendenti della storica azienda tessile lasciate a casa dall’oggi al domani. La Cgil: «Ignorati strumenti di tutela, porteremo l’azienda in tribunale»



Uno storico laboratorio chiude e il sindacato denuncia il silenzio più totale con cui 11 lavoratori stanno per perdere il lavoro. Errebi srl, storico laboratorio di Este specializzato in lavorazioni di tessuti e finitura di alta qualità, ha chiuso i battenti. L’azienda ha sede in via Brunelli ed è una realtà storica del tessuto economico cittadino.

Undici dipendenti, di cui la gran parte con oltre 25 anni di anzianità in azienda, si sono visti recapitare una lettera che li informava che a fine mese il loro posto di lavoro non ci sarebbe più stato.

«Nessuna comunicazione precedente, nessun confronto con il sindacato, nessuna spiegazione» denunciano dalla Filctem Cgil «Eppure ci siamo sempre resi disponibili con l’azienda per trovare soluzioni ai problemi e per rispondere positivamente alle esigenze che via via emergevano, con senso di responsabilità verso l’impresa e le lavoratrici che rappresentiamo» aggiunge Simone Silvan della segreteria provinciale della Filctem Cgil «Abbiamo sottoscritto tutti gli accordi richiesti per gli ammortizzatori sociali. L’estate scorsa, finiti gli ammortizzatori per il 2018, le lavoratrici pur di salvare l’azienda e il proprio posto di lavoro hanno accettato perfino di rimanere per alcuni periodi a casa senza retribuzione».

Il 24 maggio scorso sono stati avviati i licenziamenti per riduzione del personale, senza alcuna comunicazione preventiva. Consegnando semplicemente le lettere in mano alle lavoratrici. Le dipendenti si sono rifiutate di sottoscrivere il loro licenziamento.

«Prendiamo amaramente atto non solo che non vi è alcun riconoscimento della disponibilità che abbiamo dimostrato ma che non vi è alcun rispetto per le lavoratrici che da anni hanno conferito un mandato di rappresentanza alla Filctem Cgil. Con le lavoratrici avvieremo un percorso legale a loro tutela, per recuperare tutte le spettanze arretrate» continua Silvan «Vorremmo capire perché non è stato considerato che ci sono ancora settimane di Fondo di solidarietà bilaterale dell’artigianato, che nel 2019 è stato portato da 13 a 20 settimane. E ancora, se è stato tenuto in considerazione che nell’ultimo decreto crescita vi sono nuovi fondi per le aree di crisi non complessa e la tutela dei “marchi storici”, o altri eventuali fondi per aiutare le aziende in difficoltà a salvaguardia dei posti di lavoro».

La Filctem denuncia inoltre l’assenza delle istituzioni locali: «Si rendano conto che il manifatturiero sta letteralmente scomparendo dalla Bassa padovana, cancellando definitivamente un pezzo di storia del territorio. Altre aziende artigiane sono in forte difficoltà, avviate sulla strada di una imminente chiusura. Qualcuno pensa di fare qualcosa, o si rinuncia preventivamente a dare un minimo di prospettiva al tessuto produttivo di Este e del territorio?».
 

Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova