«Le urla della vicina bruciata dopo lo scoppio terrificante»

GALZIGNANO. «Ci siamo svegliati di soprassalto, i vetri della casa tremavano, abbiamo preso paura perché sembrava fosse scoppiata una bomba». Rosanna Martin, ex atleta, tecnico delle Fiamme Oro Padova e volto noto negli ambienti dell’atletica padovana - è presidente provinciale Fidal - è la vicina di casa di Lucrezia Cavestro che per prima ha chiamato i soccorsi.
«Abbiamo preso paura, siamo scesi immediatamente in strada per renderci conto di cos’era successo e abbiamo sentito le grida di aiuto della signora», racconta l’ex campionessa di cross. «Dalla finestra della cucina usciva del fuoco, intanto sono arrivati altri vicini che ci hanno aiutato a soccorrere la poveretta che si lamentava dei forti dolori. Per fortuna abbiamo trovato il cancello e la porta d’ingresso dell’alloggio aperti. Poco dopo sono arrivati i soccorsi e i familiari. Lucrezia è una buona donna, ha un fisico tosto, speriamo riesca a superare questo momento».
Nei giardini delle case che confinano con quella dove l’altra notte è avvenuto lo scoppio, i proprietari hanno passato la mattinata di ieri a raccogliere schegge di vetro finite tra l’erba. La deflagrazione ha seminato pezzi di legno degli infissi e vetri delle finestre nel raggio di una settantina di metri. La famiglia Maganza/Cavestro è molto conosciuta in paese. «Conosco la signora e conoscevo bene anche il marito Mario», afferma il sindaco di Galzignano Terme, Riccardo Masin. «Sono costantemente in contatto con le figlie e con i generi per conoscere l’evolversi della situazione che, a quanto mi dicono, è critica per le ustioni sul 90% del corpo, provocate dallo scoppio della bombola del gas». —
G.B.
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