Lega contro i dirigenti sulla fiducia

In Comune sono 18. Esposto alla Corte dei Conti
FURENTE. Mariella Mazzetto
FURENTE. Mariella Mazzetto
 La parola passerà alla Corte dei Conti: i tre consiglieri padovani della Lega, Mario Venuleo, Luca Littamè e Mariella Mazzetto, hanno presentato un esposto per chiedere lumi sulla regolarità della posizione dei 18 dirigenti nominati dall'Amministrazione in via fiduciaria. Nomine dirette che eccederebbero il limite dell'8% sull'organico stabilito, secondo i leghisti, dal ministro Brunetta con decreto lo scorso anno. La questione si può così riassumere: Brunetta ha abbassato il limite dei nomine fiduciarie, quindi senza concorso, all'8% per i ministeri e, secondo la Lega, anche per gli enti locali.  Da qui l'irregolarità della situazione padovana, con 18 dirigenti su 55 fiduciari. Palazzo Moroni (nella foto) ha sempre risposto che in realtà la limitazione varrebbe solo per l'apparato dei ministeri, e nel caso il calcolo andrebbe fatto su un numero più alto di persone, aggiungendo ai dirigenti anche altre posizioni assimilabili. Fra l'altro la situazione di Padova, con un numero di dirigenti così alto a livello fiduciario, è simile a quella di tanti altri Comuni. Ultima annotazione quella economica: i 18 nominati sono sì scelti senza concorso, ma fanno già parte dell'organico, costando in più solo l'aumento di stipendio: se si facessero i concorsi potrebbero vincere 18 esterni, e visto che un dirigente costa 100 euro circa l'anno, sarebbero quasi due milioni di euro possibili di esborso maggiore, cifra non affrontabile per le casse del Comune. Sulla questione pende anche un ricorso al Tar del Dir.E.l, la federazione regionale dei dirigenti locali, che chiede più posti per i vincitori di concorso. Il rinnovo delle 18 posizioni scadrà a fine settembre, ed è inevitabile una proroga: in ogni caso mancherebbero i tempi tecnici per indire i concorsi necessari per assegnare le posizioni. (e.a.)

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