Monselice calcio, il vecchio cuore biancorosso s’è spento

MONSELICE. Una ferita che fa male. Per un club scomparso dopo quasi cento anni di storia e un passato in serie C, l’unico della provincia con Padova e Cittadella. Quella che inizia tra poche ore sarà la prima stagione senza il Monselice, che a luglio non è stato iscritto in Eccellenza e che non ripartirà nemmeno da una Terza Categoria, nell’indifferenza totale di amministrazione comunale e cittadinanza. Una storia incredibile in cui per la prima volta prendono la parola i tifosi, le uniche vittime di una vicenda che anche dopo due mesi trasuda mistero e poca chiarezza.
«Avevamo rischiato di sparire solo nel 1955» racconta Mario Boetto, grande gloria biancorossa, che del Monselice è stato giocatore e allenatore e che sulla storia del club ha pure scritto un libro «A salvare tutto furono il geometra Rossi, che lavorava in municipio, e don Angelo Biondo, che riunirono i ragazzi del paese convincendoli ad entrare in squadra. Quanto successo quest’estate è incredibile e ci sono grosse responsabilità sia della dirigenza sia dell’amministrazione, che aveva il dovere di intervenire per salvare il Monselice in qualsiasi modo e in qualsiasi categoria. Invece è stato fatto sparire nel silenzio più totale». «Siamo morti per la fallimentare gestione della dirigenza e per la latitanza dell’amministrazione» rincara Matteo Veronese, altro grande sostenitore «Nessuno ha lanciato appelli, noi tifosi non siamo mai stati coinvolti. Chi ha gestito la cosa non ha avuto rispetto per la prima società calcistica del paese, l’unica che portava il nome della città e i colori del gonfalone». «Viene da chiedersi se è stato fatto tutto il possibile» afferma Alessandro Lazzari, uno dei leader della curva «Il dispiacere più grande è che ad essere amareggiate sono solo le persone da fuori: mi hanno fermato molti nostri ex giocatori e i loro genitori, allibiti da quanto successo. Qui nessuno ha mosso un dito». «Rovigo e Chioggia sono state salvate dalle amministrazioni» precisa Giancarlo Romito, tifoso sin dai tempi della C «Hanno spinto due club minori come Lape Ceregnano e Sottomarina a rilevarne i titoli per poi fare due fusioni e mantenere il calcio in città. Che ne sarà di noi? Qualcuno ci farà ripartire o verremo dimenticati per sempre?». «Sarò costretto a mettere la parola fine nel mio libro» chiude Mario Boetto «Abbiamo lanciato nei professionisti un mister come Edoardo Reja, al Comunale era venuto Helenio Herrera, in Coppa Italia abbiamo eliminato il Padova. Non esserci più è un dolore enorme».
Qualcuno dovrà riflettere. Forse non è un caso se nell’«annus horribilis» dello sport locale si è aggiunto un altro clamoroso addio, quello della Tmb (B/1 nazionale di pallavolo maschile), che privata della gestione del palasport di Schiavonia (affidata al Basket Albignasego) ha salutato Monselice per andare a giocare le gare interne a Solesino.
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