Nidi e materne chiusi in zona rossa, Padova taglia le rette

La riduzione sarà applicata automaticamente alle famiglie sulla quota che è stata effettivamente versata. Per quanto riguarda i nidi, la decurtazione della retta sarà del 75 per cento. Ecco tutte le info utili
Il controllo della temperatura a mamme e bimbi allÂ?ingresso dellÂ?asilo - Primo giorno di apertura allÂ?asilo nido di via Demetrio Stratos a Citylife - Milano 7 Settembre 2020 Ansa/Matteo Corner
Il controllo della temperatura a mamme e bimbi allÂ?ingresso dellÂ?asilo - Primo giorno di apertura allÂ?asilo nido di via Demetrio Stratos a Citylife - Milano 7 Settembre 2020 Ansa/Matteo Corner

PADOVA. Dopo una settimana di zona rossa Palazzo Moroni ha preso una decisione importante per le famiglie con figli, che in queste settimane stanno facendo i salti mortali a causa della chiusura delle scuole per la nuova emergenza coronavirus.

L’amministrazione comunale infatti ha deciso di intervenire sulle rette pagate dai nuclei familiari in cui ci sono bambini che frequentano la scuola d’infanzia o l’asilo nido comunale. «Come avvenuto a marzo dell’anno scorso alla seconda settimana di chiusura non possiamo più parlare di cause di forza maggiore», spiega l’assessora alle Politiche scolastiche, Cristina Piva, «e per questo con il sindaco Giordani abbiamo considerato un dovere quello di andare incontro alle famiglie che in questo momento stanno affrontando difficoltà anche di altra natura».

L'INTERVENTO

Per quanto riguarda i nidi, la decurtazione della retta sarà del 75 per cento dato che si prevede la chiusura delle scuole per tre settimane fino a Pasquetta. Mentre per quanto riguarda le scuole materne si andrà a risparmiare sul ticket per la mensa. «Per noi è un grosso impegno economico», ha aggiunto l’assessore Piva, «ma ci siamo messi nei panni dei genitori che devono lavorare e magari pagare una baby sitter e la retta scolastica, senza usufruire del servizio». La riduzione sarà dunque applicata automaticamente alle famiglie sulla quota effettivamente versata, in base ai parametri previsti nelle scuole comunali.

Chi ha già provveduto potrà farlo presente e la cifra verrà scalata il prossimo mese. La scuola primaria invece ha tariffe che si basano sui buoni pasto, che non saranno pagati per i giorni di chiusura delle scuole perché il servizio mensa non c’è stato.

«Spero che sia l’ultimo sacrificio richiesto alle famiglie», ha aggiunto Piva, «con la variante inglese che colpisce anche i più piccoli credo sia stato giusto chiudere le scuole durante queste tre settimane. Ma mi auguro che dopo Pasquetta i più piccoli possano finalmente tornare tra i banchi. In Comune stanno infatti arrivando segnalazioni di casi davvero complicati. Di mamme che devono rinunciare al lavoro per stare dietro ai bambini. Ma ci segnalano anche casi di difficoltà psicologiche da parte di ragazzi che soffrono questo continuo aprire e chiudere le scuole».

I VACCINI


Gli occhi sono ora puntati a quello che deciderà il governo venerdì per quanto riguarda il cambio di colore anche per la regione Veneto. Nel caso di passaggio in zona arancione potrebbero riaprire i nidi, le materne, le elementari e alcuni classi delle medie.

Non è chiaro però se questo potrà realmente accadere dato che sarebbe forse più complicato riaprire lunedì per chiudere mercoledì per le vacanze di Pasqua. La decisione, nel caso di ingresso nella fascia arancione, sarà nelle mani del presidente della Regione Luca Zaia. «La nostra speranza», ha aggiunto Piva, «è che dopo Pasquetta non siano richiesti altri sacrifici ai nostri ragazzi». 



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