«Non sapevo fossero prostitute»

Luisa Rosin, condannata a 2 anni, dà la sua versione dei fatti
«I proprietari di entrambi gli appartamenti sapevano benissimo che li affittavo. Lo facevo dal 2003. Mai avrei pensato che quelle due donne fossero prostitute». È disperata Luisa Rosin, 54 anni, condannata a 2 anni, 2 mesi e 20 giorni di carcere per aver tollerato la prostituzione. La donna, che abita in un condominio della centralissima piazza Garibaldi, ed è la moglie del portiere, è stata condannata per aver affittato due appartamenti dello stabile, al civico 8, ognuno per 1. 500 euro al mese, da versare in contanti in due tranche ogni 15 giorni. E, per di più, a due prostitute sudamericane che avevano trasformato quell’abitazione in un bordello. Il fatto risale al luglio 2014. I proprietari degli appartamenti avevano spiegato di non sapere nulla della destinazione, anche se uno di loro, in cambio di un fisso di 800 euro al mese, aveva dato via libera per mettere in locazione l’immobile purché a persone referenziate.


«Sono una mamma, un’imprenditrice nel campo delle pulizie, con 10 dipendenti, una tosta, che si alza alle 5 del mattino, estate e inverno, che non conosce festività e domeniche», spiega la donna. «Mi occupo anche di affitti per brevi periodi di monolocali in centro storico. Purtroppo però gli imprenditori che si dedicano al settore degli affitti per brevi periodi non sono tutelati dalle piattaforme online alle quali sono affiliati in quanto qualsiasi persona può prenotare una struttura. Di qui il problema che ti puoi trovare davanti anche a persone poco raccomandabili senza avere l’opzione di poter rifiutare loro l’alloggio, pena una grossa multa da parte della piattaforma o della società affiliata».


La segnalazione della presenza delle prostitute nell’appartamento di piazza Garibaldi era arrivata in questura da una fonte anonima. E così sono finiti nei guai il portiere dell’immobile e la moglie. Lei è stata condannata, lui assolto.
(a. f.)


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