Ordinanza ignorata, al lavoro sotto il sole: a Padova studentati e tram non si fermano

Le ragioni del business sembrano contare più del termometro: malgrado il divieto di attività all’aperto dalle 12.30 alle 16 da corso Milano a via Chiesanuova gli operai restano in strada

Silvia Bergamin
Il cantiere del tram in via Chiesanuova
Il cantiere del tram in via Chiesanuova

È possibile infischiarsene della legge anche se fa un caldo letteralmente da morire? A quanto pare sì. Mentre l’ordinanza firmata dal presidente della Regione Alberto Stefani vieta il lavoro all’aperto dalle 12.30 alle 16 nei giorni di rischio alto, a Padova i cantieri non si fermano.

Lavorare con il caldo record: cosa dice la nuova ordinanza della Regione Veneto
Operai edili al lavoro sotto il sole in un cantiere

Nel primo pomeriggio di ieri gli operai armeggiavano dietro le reti da cantiere, fra ruspe e cemento. Le ragioni del business sembrano contare più del termometro: si lavora comunque, si sfidano le ore più calde della giornata. È il mercato, bellezza.

Corso Milano

Il centro è semideserto, ma sui binari del tram di corso Milano qualcuno sfida temperature da emergenza climatica conclamata. Forse non conta neanche più di tanto la scadenza fissata dal Pnrr, il nuovo termine è slittato dal 30 giugno al 31 luglio.

Ma – evidentemente – si preferisce correre, magari per intercettare qualche premio di risultato. L’asfalto del corso, segnato dai cantieri della linea, diventa un forno a cielo aperto in cui i lavoratori si muovono tra cavi, traverse e attrezzature metalliche che a mezzogiorno scottano al solo tocco.

Sui social vengono postate le foto degli operai, si moltiplicano gli appelli a fermarsi, ma il calendario dei lavori – in parte scandito dalle impellenze dei voluminosi contributi europei – continua a imporre la propria velocità, indipendentemente da quanto segnali il termometro.

Via Chiesanuova

Spostandosi verso via Chiesanuova, la scena si ripete identica: ferri che si arroventano al sole, lavoratori del tram tra polvere e calore senza un’ombra vera dove ripararsi. Il traffico fluisce, aumentando l’insopportabilità.

L’aria è ferma, pesante, e il rumore degli arnesi si mescola al ronzio delle macchine che impastano cemento sotto un cielo bianco di calura. Le ore centrali della giornata, quelle indicate dall’ordinanza come le più rischiose, restano ore di lavoro pieno: i lavoratori se ne restano all’opera, con il sudore che cola sotto il casco.

La fatica si legge nei gesti più lenti, nelle pause sempre più brevi, nella sete che non si placa nemmeno con l’acqua tiepida delle borracce lasciate al sole. Nessuno si ferma, a quanto pare la tabella di marcia è già stretta.

Gli studentati

Al cantiere del nuovo studentato di viale della Pace, alle 14 di un pomeriggio da bollino rosso, gli operai sono all’opera. Siamo in un cantiere a poca distanza dalla stazione ferroviaria, nell’area dell’ex complesso Ifip.

Caschi calati sulla fronte, maglie fradicie di sudore, volti arrossati dal sole a picco. Il rubinetto a bordo cantiere è diventato il punto di sosta più frequentato: ci si va, si beve in fretta, si torna a spalare, a impastare cemento, a portare carriole sotto un caldo che secca la gola e indurisce i passi.

Stesso copione in via del Pescarotto, dove è in costruzione il campus Padova Portello. Ruspe e camion sono in movimento, si procede.

Anche in viale della Navigazione Interna, a San Lazzaro, nel cantiere dove è in corso di realizzazione la quarta linea dell’inceneritore, gli operai sono al lavoro nonostante non siano ancora scattate le 14.

I soldi prima della salute

Di fronte all’urgenza di soldi e affari il rischio da calore diventa un costo da gestire, non un motivo per fermarsi. Le ragioni sono molteplici: i cantieri del tram da chiudere, per archiviare le polemiche, i campus che evidentemente devono essere completati per l’avvio del prossimo anno accademico.

Eppure l’ordinanza firmata da Stefani esiste, prevede sanzioni anche penali per chi non la rispetta. Ma – evidentemente – la salute non viene prima di tutto. Prima c’è il business.

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