Ospedale, l’Università scopre le carte Al Giustiniani pronto soccorso e Iov

Con un mese di anticipo sulla tabella di marcia l’Università ha definito i contenuti del Polo della Salute di Padova, il nuovo ospedale su due sedi che prende forma nella ristrutturazione e riorganizzazione del complesso di via Giustiniani e nella nuova realizzazione a San Lazzaro. Il punto fermo è ribadito più volte dal rettore Rosario Rizzuto, spalleggiato dal preside della Scuola di Medicina Mario Plebani: «Un unico ospedale in due sedi complementari e non sovrapposte, in virtù di una distribuzione integrata delle funzioni». Non ci sarà, quindi, un ospedale della città e un ospedale universitario, bensì un’unica molecola divisa in due atomi, uniti fra loro da un moderno people mover che in una manciata di minuti possa trasferire utenti, pazienti e personale da una parte all’altra.
Il documento che ieri il rettore Rizzuto ha consegnato al sindaco Sergio Giordani e al direttore generale dell’Azienda ospedaliera Luciano Flor elegge la sede di via Giustiniani quale porta di accesso del nuovo Polo della Salute. Qui è previsto il Pronto soccorso che costituirà l’unico punto per l’urgenza per il diretto accesso dei cittadini. È prevista un’Area medico-chirurgica in grado di dare risposta a qualsiasi necessità che transiti dal Pronto soccorso, con livello 1 - terapia intensiva - e 3 - bassa intensità di cure. In via Giustiniani resta il Policlinico con le degenze di livello 4 - recupero funzionale - per tutte le specialità: fegato, rene, vie urinarie, ematologia, endocrino-metabolico, andrologia, reumatologia, gastro-intestinale, gerontologia, psichiatria, cuore vasi polmoni, ortopedia. Sempre nel Policlinico sarà collocato l’Istituto oncologico veneto nella sua parte assistenziale: breast unit, chirurgia, day surgery, chirurgia e ortopedia d’urgenza, riabilitazione. Dietro il Policlinico - nell’attuale centro Gallucci - sono previsti gli ambulatori. Il Giustinianeo sarà dedicato alla didattica e alla convegnistica ed è prevista un’area congressuale alla Morgagni. Sul lato nord prende forma a partire dalla nuova Pediatria il Polo Donna e Bambino. A completamento un padiglione dedicato a direzione e uffici amministrativi. Il totale dà in via Giustiniani 900 posti letto.
Sono tre le funzioni che dovrà saper amalgamare l’area Salute di San Lazzaro. L’Università immagina una piastra centrale dove convergono le emergenze, con sale operatorie e terapie intensive. Intorno i padiglioni dedicati alle diverse aree di intervento - fegato rene pancreas, cuore vasi polmoni, orto plastica urologia ustionati, neuroscienza testa collo, endocrino oncoematologia infettivologia. Ciascun padiglione accoglierà spazi per l’assistenza, la didattica e la ricerca. Il puzzle si completa con un Centro tecnologico, la Torre ambulatori e le Torri della ricerca: Istituto di Neuroscienze e Centro di Ricerca Clinica Medicina. La sede di San Lazzaro conterà altri 895 posti letto.
Affinché quello immaginato sulle due aree di via Giustiniani e San Lazzaro si configuri come ospedale unico è necessario che sia unito da un mezzo veloce e dedicato. L’idea è quella di un people mover sul modello già in uso in diversi ospedali americani. L’anello - andata e ritorno - è lungo circa 7 chilometri e si immagina un insieme di navette diversamente configurate per il trasporto di pazienti, personale e attrezzature, pubblico. —
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