Padova Pride Village, blitz della polizia: tre lavoratori in nero e due stand gastronomici sospesi
Controllo interforze disposto dal questore: scoperti tre dipendenti senza contratto e due stand gastronomici sigillati e sospesi. Scattano sanzioni per 8.350 euro. La direzione del Pride: «Le irregolarità solo nei servizi esterni. Ci dissociamo»

Tre lavoratori impiegati totalmente in nero, due stand gastronomici immediatamente sigillati e sospesi, e una raffica di verbali per un ammontare complessivo di 8.350 euro di sanzioni: è questo il bilancio del blitz scattato nella serata di venerdì 24 luglio all'interno del Padova Pride Village.
Un'operazione interforze ad alto impatto disposta dal questore Marco Odorisio, nell'ambito di una specifica ordinanza indirizzata al contrasto dell'irregolarità lavorativa e alla tutela della sicurezza nei grandi eventi della movida estiva. L'ispezione ha visto sul campo gli agenti della squadra amministrativa della divisione Pas (Polizia amministrativa e di sicurezza) della Questura di Padova, affiancati dal personale della squadra attività produttive della polizia locale e dagli ispettori del lavoro.
Un’azione coordinata e chirurgica, volta a setacciare i vari punti di somministrazione di alimenti e bevande presenti all'interno dell'area festiva per verificare il pieno rispetto delle normative amministrative, igienico-sanitarie e di tutela dei lavoratori.
Durante i controlli effettuati tra i banchi di somministrazione, l'attenzione degli ispettori e dei poliziotti si è concentrata su due esercizi in particolare. Le verifiche incrociate sulle posizioni contributive del personale presente dietro al bancone hanno fatto emergere una situazione di palese irregolarità: tre dipendenti stavano prestando servizio senza alcun contratto di assunzione né la dovuta comunicazione agli enti previdenziali. Nello specifico, le tre persone impiegate irregolarmente sono un bangladese - regolarmente residente sul territorio nazionale ma già gravato da precedenti di polizia - un rumeno e un italiano.
Di fronte alla violazione della normativa sul lavoro sommerso, è scattato immediatamente il provvedimento di sospensione dell'attività per entrambi i chioschi coinvolti. Per poter riaprire i battenti e riprendere la somministrazione al pubblico, i titolari dei due esercizi dovranno mettersi in regola e versare la somma fissa di 2.500 euro prevista per la revoca del provvedimento di sospensione.
A questa cifra si aggiunge una pesante sanzione amministrativa pari a 1.950 euro per ciascun lavoratore trovato in nero (per un totale di 5.850 euro di contestazioni sul lavoro), portando il conto finale delle sanzioni alla cifra complessiva di 8.350 euro, oltre all'obbligo di adempiere a tutte le prescrizioni di legge.
La nota del Pride Village
Pride Village, la direzione: nessuna irregolarità nelle attività a gestione diretta della manifestazione. "Regolari tutte le attività a gestione diretta"
In merito ai controlli svolti dalla Questura di Padova nella serata di venerdì 24 luglio, la direzione del Pride Village precisa che i due esercizi sanzionati non sono attività gestite direttamente dalla manifestazione, ma spazi affidati a operatori esterni, autonomi nella gestione amministrativa e del personale. Tutte le attività gestite direttamente dal Village sono risultate regolari nei controlli svolti.
«Il Pride Village impiega ogni anno oltre 100 collaboratori diretti, coinvolti nei diversi ambiti organizzativi e operativi della manifestazione, dall’accoglienza ai servizi di somministrazione, dall’intrattenimento alla logistica e all’organizzazione. Accanto a questo personale, l’area ospita attività commerciali gestite da operatori terzi, responsabili in autonomia dei propri spazi e del relativo personale. Per alcuni servizi, come sicurezza, pulizie e assistenza tecnica, la manifestazione si avvale inoltre di aziende esterne specializzate».
«La direzione del Pride Village si dissocia dalle irregolarità riscontrate presso gli esercizi esterni sanzionati e conferma la piena collaborazione con la Questura, l’Ispettorato del Lavoro e la Polizia Locale nelle attività di verifica, nell’interesse della trasparenza, della legalità e della sicurezza di tutti gli operatori presenti alla manifestazione».
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