A Padova nascono i poli: una rete per integrare nidi e materne dagli 0 ai 6 anni
Via libera della giunta durante l’ultima seduta. Nessun accorpamento: intervento sul piano pedagogico e formativo. Si parte a settembre

Una svolta per l’educazione dei più piccoli è alle porte. Dal prossimo anno scolastico il Comune di Padova avvia un percorso destinato a cambiare l’organizzazione dei servizi per l’infanzia, puntando sulla nascita dei poli 0-6 anni, strutture pensate per accompagnare bambini e bambine dalla nascita fino all’ingresso nella scuola primaria in un percorso omogeneo e integrato.
La giunta ha approvato all’unanimità, la scorsa settimana, la delibera che dà il via al progetto. In particolare, il provvedimento affida al settore Servizi Scolastici il compito di attuare il percorso e di procedere con l’iscrizione al Registro regionale previsto dalla normativa. Un passaggio formale, dunque, ma decisivo per entrare a pieno titolo nel sistema integrato di educazione e istruzione. L’iniziativa si inserisce infatti nel quadro del decreto nazionale che ha istituito un modello unitario per la fascia 0-6 anni.
L’obiettivo? Garantire pari opportunità di crescita, mettendo al centro lo sviluppo sociale, cognitivo, emotivo ed affettivo dei bambini, in contesti educativi qualificati e inclusivi. Un modo per superare anche le differenze legate al territorio, alle condizioni economiche e alle disuguaglianze sociali e culturali.
La novità
La novità principale è il superamento della tradizionale separazione tra servizi per la prima infanzia (0-3 anni) e scuola dell’infanzia (3-6 anni).
I Poli rappresentano proprio questo cambio di prospettiva: luoghi in cui le diverse esperienze educative convivono, mantenendo le loro specificità ma costruendo un percorso continuo e coerente. Non è infatti prevista nessuna modifica dal punto di vista giuridico o logistico: non sono previsti accorpamenti, per intenderci. Ma l’intervento riguarda principalmente il piano formativo e pedagogico. Secondo quanto evidenziato dalla giunta, questi spazi potranno diventare veri e propri «laboratori permanenti di ricerca, innovazione e partecipazione, favorendo l’integrazione tra servizi, la condivisione di spazi e risorse e l’apertura al territorio».
La scelta della Regione
La decisione del Comune richiama anche il recente atto della Regione, approvato nel novembre 2024, che ha definito il protocollo d’intesa con l’Ufficio scolastico regionale, l’Anci Veneto e la Fism (Federazione italiana scuole materne). Un documento che stabilisce le modalità di costituzione dei poli e i criteri per l’assegnazione delle risorse agli enti locali.
Sul piano operativo, il settore Servizi Scolastici sarà chiamato a costruire accordi di gestione con istituti comprensivi statali, scuole paritarie e soggetti privati attivi nei servizi per l’infanzia. L’obiettivo è ampliare l’offerta educativa e garantire continuità nei percorsi, anche attraverso progetti pedagogici condivisi con durata triennale. La delibera chiarisce che non sono previsti costi immediati per le casse comunali, ma sottolinea il valore strategico dell’intervento. —
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