Pasqua alle Terme, prenotazioni in calo: «Ma cresceremo»

Federalberghi è ottimista su una ripresa confidando anche nei last minute

Federico Franchin
Una veduta di Montegrotto
Una veduta di Montegrotto

Le Terme Euganee si preparano a vivere il periodo pasquale con numeri importanti, anche se leggermente inferiori rispetto allo scorso anno. Le stime indicano circa 45 mila presenze complessive nelle tre notti di Pasqua, a fronte delle 50 mila del 2025, quando il comparto aveva beneficiato di una domanda più alta e di condizioni di calendario più favorevoli.

In quell’occasione, inoltre, l’occupazione media delle strutture aveva raggiunto l’83%, un dato oggi ancora lontano.

A fare il punto è il presidente della sezione locale di Federalberghi, Walter Poli: «L’occupazione media per il periodo pasquale ad oggi è del 57%, con un picco del 60% il sabato sera. I dati sono in linea con quelli registrati l’anno scorso allo stesso periodo, anche se il raffronto non è semplice perché nel 2025 la Pasqua era più alta».

Un ruolo sempre più rilevante è giocato dalle prenotazioni last minute, soprattutto per i soggiorni brevi, che rendono il quadro ancora dinamico a ridosso delle festività. «Considerando questa tendenza» prosegue Poli, «stimiamo che il dato attuale possa crescere di una decina di punti percentuali nelle prossime settimane».

Un incremento porterebbe l’occupazione a livelli più elevati, pur senza raggiungere i picchi dello scorso anno. Il calo rispetto al 2025 si traduce in circa 5 mila presenze in meno, una flessione contenuta ma significativa, che riflette un contesto generale diverso e una domanda più frammentata. Nonostante ciò, il trend delle prenotazioni appare stabile e non risente in modo evidente di fattori esterni particolarmente negativi.

A confermare un quadro complesso ma sotto controllo è anche il direttore Marco Gottardo: «Stiamo monitorando una situazione che potrebbe diventare molto impattante sui bilanci degli alberghi. Ad oggi però l’incidenza diretta dell’aumento dei costi sulla nostra catena di fornitura non è per le strutture ricettive ancora così evidente come ad esempio lo è l’aumento del prezzo dei derivati dal petrolio. Certo alcune azioni le stiamo già attuando come la revisione dei contratti delle forniture energetiche. Ci auguriamo in ogni caso che i conflitti terminino e che l’emergenza sull’aumento dei costi rientri rapidamente». —

 

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