Piove di Sacco, rubano 140 chili di rame dalle tombe: due arresti
Un residente sente rumori sospetti e chiama i carabinieri: dopo un breve inseguimento i militari bloccano l'auto con targa polacca in fuga. Nel bagagliaio il bottino, targhe rubate dai cimiteri e arnesi da scasso

Una chiamata al 112 alle tre e mezza di notte. Rumori di metallo tagliato, sordi, che arrivano da dentro il cimitero comunale. Un residente s'insospettisce, chiama i carabinieri, e nel giro di pochi minuti fa saltare i piani a due cacciatori d'oro rosso. È finita con due arresti e un foglio di via la spedizione notturna di due cittadini dell'Est Europa, di 19 e 36 anni, sorpresi a Piove di Sacco con il bagagliaio pieno di rame divelto dalle cappelle.
A incastrarli è stato il fiuto dei militari della Radiomobile locale, già in pattuglia in zona. Quando è arrivata la segnalazione della centrale, l'auto dell'Arma ci ha messo un attimo ad arrivare dietro il cimitero, lungo lo sterrato di via Rusteghello. Un cancello d'ingresso era socchiuso. A quel punto niente lampeggianti né sirene: i carabinieri si sono semplicemente appostati al buio e hanno aspettato. La mossa ha funzionato. Poco dopo, da quel cancello è sbucata una station wagon grigia con targa polacca che provava ad allontanarsi a luci spente verso Brugine. Alla vista dei militari il conducente ha tentato di accelerare, ma la corsa è durata una manciata di metri prima che gli chiudessero la strada.
A bordo, i due senza fissa dimora. Dietro, con i sedili abbassati e sotto una coperta, il bottino: 140 chili di coperture in rame, ripiegate e pronte al carico, per un valore di circa cinquemila euro (già restituite ai tecnici del Comune). Nel vano della ruota di scorta spuntavano pure due targhe tedesche rubate nel 2021, oltre a tronchesi, taglierini e arnesi da scasso vari.
Ma il dettaglio quasi grottesco è emerso al momento di perquisire gli smartphone: su uno dei display la mappa del navigatore era ancora attiva, con la destinazione impostata proprio sul cimitero di Piove di Sacco. Il reato contestato è furto aggravato in concorso. Questa mattina, sabato 25 luglio, l'udienza di convalida in tribunale a Padova: il giudice ha convalidato l'arresto e applicato per entrambi la misura cautelare del divieto di dimora in Veneto
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