Via alla posa delle travi: il ponte di Onara riaperto entro un mese

L’infrastruttura che collega Tombolo e Cittadella è chiusa da mesi tra ritardi e polemiche politiche. Baraldo: «Sono state già applicate le penali previste»

 

Silvia Bergamin

 

Forse il ponte di Onara non farà la fine di Godot, atteso invano tra promesse mancate e continui rinvii. Dopo mesi di ritardi, proteste e polemiche, dal cantiere della sp 67 arriva finalmente un segnale concreto: sono iniziate le operazioni di posa delle travi, una delle fasi più importanti e delicate dell’intervento di ricostruzione dell’infrastruttura che collega Tombolo e Cittadella. E quindi fra un mese dovremmo esserci.

Il passaggio tecnico è decisivo e potrebbe imprimere la svolta lungamente attesa da cittadini, imprese e amministratori locali a dir poco esasperati da una chiusura che dura dal luglio dello scorso anno. A confermarlo è il consigliere provinciale delegato alla viabilità Stefano Baraldo, che dopo settimane di scontri con l’impresa intravede finalmente la luce in fondo al tunnel. «La posa delle travi mi fa tirare un sospiro di sollievo», spiega, «perché finalmente vediamo avanzare concretamente il cantiere. Non nascondo che ci sono stati momenti molto concitati con la ditta, richiamata più volte a tornare in cantiere e a rispettare gli impegni assunti».

Il clima resta tutt’altro che disteso. La Provincia continua infatti il braccio di ferro con l’impresa esecutrice, accusata di aver accumulato ritardi ormai non più giustificabili rispetto al cronoprogramma iniziale. Nei mesi scorsi sono partiti richiami formali scritti e successivamente anche le penali previste dal contratto d’appalto per il mancato rispetto delle tempistiche. Un rapporto diventato sempre più teso, monitorato quotidianamente dagli uffici attraverso verifiche tecniche e amministrative.

«La Provincia ha già contestato formalmente i ritardi e applicato le penali previste», sottolinea Baraldo, «ora però l’obiettivo principale è portare a termine l’opera nel più breve tempo possibile garantendo qualità, sicurezza e piena funzionalità dell’infrastruttura». E una data, seppur prudenziale, adesso inizia finalmente a circolare: «Se non dovessimo incappare nel maltempo la ditta dovrebbe terminare i lavori nei primi dieci giorni di giugno».

I sindaci di Tombolo e Cittadella, Luca Frasson e Luca Pieronon, nei giorni scorsi si sono presentati all’ingresso del cantiere per denunciare una situazione che definiscono «insostenibile». L’infrastruttura, chiusa dal 21 luglio dello scorso anno, avrebbe dovuto riaprire a ottobre, poi ad aprile, infine il 22 maggio. Durissimo Frasson: «Abbiamo inviato una decina di lettere alla Provincia. A fronte di 9 mesi di chiusura si è lavorato effettivamente appena 30 giorni, di cui due settimane dall’impresa subappaltante».

 

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