Imbrattata una statua del Prato della Valle: «Offensivo, la sistemiamo subito»
Scritte sul monumento dedicato a Marco Mantova Benavides. Il Comune di Padova: «Un gesto irrispettoso»

ncora un atto vandalico in Prato della Valle. Nei giorni scorsi sono comparse scritte spray sul basamento di una delle 78 statue in pietra che adornano l’Isola Memmia in un doppio anello e raffigurano illustri personaggi legati alla città di Padova.
Le frasi tracciate – “666”, “We”, “W la fica” – hanno immediatamente suscitato indignazione tra cittadini e istituzioni, anche alla luce del valore artistico e simbolico del monumento, restaurato peraltro di recente.
Il numero “666” è universalmente riconosciuto come il cosiddetto “Numero della Bestia”, citato nell’Apocalisse di Giovanni (13, 18) come simbolo di un personaggio satanico o dell’Anticristo.
Più ambigua la scritta “We”, spesso utilizzata come abbreviazione informale di “whatever” (fa lo stesso), mentre la terza frase non lascia spazio a interpretazioni.
A essere presa di mira è stata la statua numero 20 dell’anello esterno, raffigurante Marco Mantova Benavides.
Umanista, giurista e collezionista, visse tra la fine del Quattrocento e la metà del Cinquecento. Di origini spagnole, la sua famiglia si stabilì a Padova dopo il passaggio da Mantova, città da cui derivò il cognome.

Proprio a Padova Marco Mantova Benavides intraprese e sviluppò l’intero percorso accademico e professionale: dopo la laurea in giurisprudenza, dal 1518 al 1564 insegnò diritto civile, canonico e penale al Bo, senza mai abbandonare il contesto che lo rese protagonista della vita culturale locale.
L’episodio riaccende l’attenzione sul tema della tutela del patrimonio artistico. L’assessore all’Edilizia monumentale Andrea Colasio, informato dell’accaduto, condanna con fermezza il gesto: «Un atto tanto inutile quanto offensivo non solo per il decoro urbano, ma anche per la memoria storica e culturale della nostra città», dice Colasio, parlando di «un comportamento immaturo e irresponsabile, espressione di inciviltà e totale mancanza di rispetto verso un patrimonio che appartiene a tutta la comunità».
L’esponente di Palazzo Moroni sottolinea inoltre come le statue dell’Isola Memmia non siano semplici elementi decorativi, ma testimonianze vive dell’identità cittadina e del valore della conoscenza. «Come amministrazione», assicura ancora Colasio, «ci attiveremo quanto prima per ripristinare la statua».
Nel frattempo, cresce l’amarezza tra i padovani, compresi i nostri lettori, che vedono colpito uno dei luoghi più rappresentativi della città.
Risale a meno di un anno fa un altro episodio di vandalismo in Prato: lo scorso maggio era stato danneggiato a martellate il bordo della canaletta, da sempre utilizzato come panchina da cittadini e turisti.
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