Oltre mille interventi di protesi all’anca al Policlinico di Abano
E' il primo presidio in Veneto per casistica operatoria, l’ottavo in Italia. L’équipe guidata dal dottor Camporese è specializzata anche in fratture del collo del femore: l’84 per cento dei pazienti viene operato entro le 48 ore dall’accesso in ospedale

Il Policlinico Abano di Abano Terme è il primo presidio nella Regione Veneto per casistica operatoria di protesi d'anca con un totale di 1.007 interventi eseguiti nel 2024, di questi 903 per patologie degenerative artrosiche.
E' quanto riporta il Programma Nazionale Esiti 2025, redatto e pubblicato da Agenas, l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali. Sviluppato dall'Agenzia su mandato del Ministero della Salute, il Programma ha l'obiettivo di valutare l'efficacia, l'appropriatezza clinico-organizzativa, l'equità di accesso e la sicurezza delle cure garantite dal Servizio Sanitario Nazionale.
Il documento evidenzia per l'Unità Operativa di Ortopedia e Traumatologia del Policlinico Abano, diretta dal dottor Antonio Camporese, un volume di attività che colloca la struttura aponense oltre che al primo posto nella Regione Veneto anche all'ottavo posto della classifica italiana per la protesica d'anca, poco dietro i grandi gruppi sanitari di rilievo nazionale.
Nel dettaglio, l'équipe del reparto ha effettuato 903 interventi per l'impianto di protesi d'anca in regime programmato per pazienti affetti da grave forme di artrosi con una presa in carico che va dal momento della diagnosi, anche grazie alle più moderne tecnologie di imaging, fino alla riabilitazione post-intervento.
Nel 2024 sono stati 104 interventi per frattura del collo del femore. In questo caso, si tratta di pazienti giunti al Pronto soccorso della clinica e operati in urgenza. In particolare, nell'84% dei casi sono stati operati entro le 48 ore dall'accesso in ospedale. Si tratta di un indicatore molto importante, in particolare per i pazienti anziani, per la qualità e la sicurezza delle cure e previsto dalle linee guida.
L'operazione eseguita entro due giorni, infatti, diminuisce il rischio di complicanze e di mortalità e favorisce un recupero più veloce.
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