Scontro Università-studenti, occupato il Pollaio
Una cinquantina di studenti ha occupato l’aula studio: contesta il trasferimento dei mobili da via Belzoni a via del Portello e il nuovo regolamento sull’autogestione. «Senza dialogo andremo avanti», avverte il comitato

Braccio di ferro tra studenti e governance del Bo.
Una cinquantina di ragazzi occupa da ieri sera (domenica 15 febbraio) la famosa aula studio Pollaio per protestare contro il trasferimento dei mobili dalla storica sede di via Belzoni, attiva da oltre quindici anni.
La mobilitazione punta a ostacolare il trasloco annunciato dall’Università e previsto tra oggi e il 23 febbraio, con riapertura degli spazi nella nuova sede di via del Portello.
Al centro della protesta studentesca, c'è il futuro del modello organizzativo dello spazio di studio. «Continueremo finché non ci sarà un’apertura al dialogo da parte dell’Università», è categorico Carlo Giacomel, esponente del comitato di autogestione.
Un passo indietro
Ma facciamo un passo indietro. Lo spostamento era stato comunicato già nel maggio 2025. Le motivazioni fornite dall’ateneo, spiegano gli studenti, riguarderebbero la necessità di riparare alla grave carenza di spazi per i dottorandi del dipartimento di Fisica. Una scelta che risponderebbe quindi a esigenze strutturali e organizzative non più rinviabili. Ma i giovani contestano la narrazione ufficiale: «Si alimenta un conflitto all’interno di una artefatta gerarchia universitaria, trattando gli spazi come oggetto di contesa tra studenti e ricercatori, anziché garantire una risposta adeguata alle rispettive esigenze», contesta Giacomel.
La questione si intreccia con il recente confronto tra il comitato di autogestione e la governance universitaria.
Lo scorso 9 febbraio si è tenuto un incontro dedicato all’aggiornamento del regolamento che formalizza l’autogestione dell’aula studio Pollaio, proprio alla vigilia dell’avvio del trasloco.
Le proposte
Il comitato ha presentato proposte per garantire continuità a un progetto che definisce «partecipato e inclusivo», aperto a tutti gli studenti disponibili a contribuire alla gestione dello spazio.
«Fin dall’annuncio dello spostamento, lo scorso maggio 2025, la comunità del Pollaio si è detta pronta a collaborare con gli uffici per agevolare il trasferimento, riconoscendo le necessità dell’Ateneo», spiegano gli occupanti, «ma la proposta di nuovo regolamento stilata dal prorettorato prevede l’introduzione di cariche con mandato e distinzioni elitarie tra studenti in corso e fuori corso, minando l’orizzontalità dell’autogestione e alimentando la competizione studentesca».
Non solo: «La governance non ha mostrato alcuna apertura al dialogo, concludendo l’incontro con minacce di chiusura definitiva dell’aula studio e di fine del progetto di autogestione», sostiene ancora Giacomel. E conclude: «Rimaniamo aperti al dialogo e disponibili a ridiscutere le proposte dell’ateneo nel momento in cui la governance mostrerà una maggiore apertura nel sostenere e non ostacolare un processo di autogestione fondato sulla partecipazione studentesca libera, inclusiva e orizzontale».
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