Alle Terme il turismo regge, ma gli albergatori chiedono più collegamenti con Padova
I dati definitivi del 2025: più 0,8% di presenze per un totale di quasi 3 milioni. Pesa il calo dei turisti stranieri, anche se i tedeschi restano i primi frequentatori

Un 2025 in chiaroscuro sul fronte turistico per le Terme Euganee: tengono le presenze, ma cambia il modo di viaggiare.
I dati
I dati diffusi dall’Osservatorio turistico regionale parlano chiaro: nel bacino di Abano e Montegrotto le presenze hanno raggiunto quota 2,94 milioni, con un incremento dello 0,8% rispetto al 2024. Crescono in modo più deciso gli arrivi, saliti a 916 mila, più 3,2%. Allo stesso tempo, però, si accorcia ancora la durata media del soggiorno, che passa da 3,3 a 3,2 notti.
A trainare sono soprattutto gli italiani, che segnano un più 2,3% nelle presenze e più 1% negli arrivi. In lieve calo invece i mercati esteri, dell’1,7% di presenze e dello 0,8% di arrivi.
La Germania si conferma primo Paese straniero con il 31% delle presenze internazionali, seguita da Austria (17%), Svizzera (11%) e Francia (8,5%). Sul mercato interno guidano Lombardia (24%), Veneto (20%) ed Emilia Romagna (15%).
L’andamento nel corso dell’anno è stato altalenante. I mesi di febbraio e marzo hanno registrato una flessione, fino al picco del meno 8%. La ripresa è stata graduale fino a settembre, mentre l’ultimo trimestre ha fatto segnare risultati incoraggianti, con un dicembre in forte crescita del 6,8%. Se il confronto con il 2024 mostra un quadro sostanzialmente stabile, il paragone con il 2019, anno record del pre-Covid, resta negativo: le presenze sono ancora sotto di quasi il 10%, con gli stranieri a meno 20%. La permanenza media è scesa da 3,7 a 3,2 giorni. Va ricordato che tra il 2023 e il 2024 c’era stato un decremento dello 0,8%.
Il commento di Federalberghi
«La tenuta delle presenze è un segnale positivo, ma non va sottovalutato il calo della durata media – commenta Walter Poli, presidente di Federalberghi Terme – Siamo di fronte a un cambiamento strutturale della domanda, con soggiorni brevi spesso limitati al weekend. Un modello poco sostenibile per strutture che hanno costi di gestione elevati. Servono programmazione condivisa tra pubblico e privato e investimenti adeguati, dalla promozione estera ai collegamenti con Padova fino alla qualità urbana».
Un altro dato significativo riguarda le strutture ricettive: il 95% dei flussi si concentra negli alberghi, mentre l’extra alberghiero resta marginale. Solo il 10% delle prenotazioni passa dalle piattaforme online: «Qui il turista sceglie prima l’hotel e poi la destinazione», sottolinea Poli, evidenziando il ruolo centrale delle strutture nella governance del territorio. —
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