Settimana corta, anche lo Scalcerle verso il sì: ecco la situazione nelle scuole di Padova
Si allunga la lista degli istituti dove si sta a casa anche il sabato. L’ultima parola spetterà al consiglio d’istituto il prossimo 29 aprile

Si allunga la lista degli istituti superiori che scelgono come modello didattico ed educativo la settimana corta. In pratica, dopo aver consultato i docenti, il personale Ata, i genitori e gli stessi studenti, si adeguano al modello di scuola che è in vigore da tempo nella maggior parte dei Paesi europei restando a casa anche al sabato.
La prossima scuola che si avvia ad adottare la settimana corta è lo Scalcerle, l’istituto di via delle Cave guidato dal preside Giuseppe Sozzo dove già diverse classi stanno a casa anche al sabato.
L’ultima parola spetta al consiglio d’istituto, presieduto dal Gianmarco Spezia, che si riunirà il 29 aprile. «Nel frattempo è in corso un vero e proprio sondaggio online tra i genitori e tutti possono esprimere il loro parere in piena libertà» spiega Spezia «anche per tenere una posizione di equilibrio tra le parti chiamate a decidere, cerco di essere neutro sino a quando si discuterà la proposta in consiglio d’istituto».
Anche il preside si dimostra favorevole all’adozione del weekend senza scuola, anche se si attiene alle procedure formali previste dal ministero dell’Istruzione guidato da Giuseppe Valditara. «Il collegio dei docenti si è già espresso a favore a grande maggioranza» osserva il dirigente «mentre i sondaggi tra i genitori e gli studenti sono ancora in corso. Manca solo il voto finale del consiglio d’istituto».
Nel Padovano sono già numerose le scuole superiori che stanno a casa il sabato. Tra queste anche gli istituti Marconi, Ruzza, l’Alberti di Abano, il liceo classico europeo in via Callegari a Padova ed a Montagnana.
Recentemente ha optato per la settimana corta, che prenderà il via a settembre anche il Duca degli Abruzzi-San Benedetto da Norcia, nelle sedi in via Merlin e via Cave.
Tra i presidi favorevoli alla scuola con un modello europeo c’è anche Giuseppe Turetta, dirigente al Calvi e reggente al Leonardo Da Vinci, in via San Giovanni da Verdara: «Attualmente su un totale di 50 classi solo 3 il prossimo anno scolastico mantengono l’organizzazione su 6 giorni» dice «sono arrivato nel 2021-2022 e ho subito avviato, naturalmente attraverso gli organi collegiali, la procedura a favore del sabato a casa. A questo punto è ragionevole supporre che, essendo rimaste solo tre classi dal lunedì a sabato, nel prossimo anno scolastico il consiglio d’istituto si possa pronunciare a favore del weekend e, quindi, il Calvi resterà aperto solo dal lunedì al venerdi. Diversa la situazione al Da Vinci, dove il tempo scuola continuerà anche l’anno prossimo su sei giorni, anche se il consiglio d’istituto ha già votato per la settimana corta a favore degli assistenti amministrativi».
Il preside Turetta, poi, non ha problemi a dichiarare il motivo per cui è favorevole alla settimana corta. «I benefici del weekend a casa sono molteplici. Consentono una più razionale distribuzione del tempo scuola lasciando il fine settimana libero per lo studio individuale, per il recupero delle energie e per la vita in famiglia. Anche perché molti studenti sono impegnati in attività sportive agonistiche. Non trascurabili, poi, sono le ricadute in termini ambientali ed economici. Gli edifici, restando chiusi al sabato, consumano di meno per il riscaldamento e l’illuminazione. Non è vero che si perdono ore di scuola perché quelle del sabato vengono recuperate con rientri pomeridiani».
Ci sono scuole subito pronte a passare al modello senza il sabato, ma ci sono anche istituti dove i docenti, i genitori e gli studenti non ci pensano proprio a lasciare il modello tradizionale: «Nella mia scuola né i docenti e né gli studenti vogliono cambiare il modello attuale su sei giorni perché lo ritengono più efficace didatticamente ed a livello educativo» sostiene il preside del Severi, Andrea Muto».
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








