Studenti contro la violenza di genere, l’istituto Severi di Padova tappezzato di cartelli

I rappresentanti d’istituto: «Volevamo fare qualcosa di più del consueto minuto di rumore. Un gesto che restasse, visibile a tutti per giorni, e che aiutasse gli studenti a riflettere davvero»

Rocco Currado

“L’amore non è possesso, è rispetto”, “La violenza è una scelta, scegli di non farla”, “Versione consigliata: uomo 2.0 con rispetto integrato”. Sono solo alcuni dei messaggi comparsi questa settimana lungo i corridoi dell’istituto Severi, dove decine di cartelli colorati sono stati affissi dagli studenti in occasione del 25 novembre, la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Una mobilitazione spontanea, nata all’inizio della settimana e subito diventata un segno tangibile di partecipazione e consapevolezza.

A spiegarne il senso sono gli stessi rappresentanti d’istituto, Tsegayenesh Macino, Maria Laib e Giovanni Callegaro, Yassine Zarouali: «Volevamo fare qualcosa di più del consueto minuto di rumore. Un gesto che restasse, visibile a tutti per giorni, e che aiutasse gli studenti a riflettere davvero. L’obiettivo era lasciare un messaggio che colpisse e che rimanesse impresso». L’iniziativa, proposta da una docente e sviluppata durante l’orario scolastico, ha ottenuto un’adesione molto più ampia del previsto: «Ci aspettavamo meno partecipazione, invece i ragazzi hanno condiviso e contribuito con entusiasmo».

Il tema, spiegano, è particolarmente sentito in un istituto dove le ragazze rappresentano appena il 5% della popolazione scolastica: «Proprio per questo riteniamo fondamentale parlare di educazione sessuo-affettiva, di consenso e rispetto. Esistono ancora pregiudizi radicati e forme di misoginia che non vanno ignorate. Alcuni ragazzi, soprattutto in fase di crescita, fanno fatica a comprendere il concetto di parità di genere». Da qui la volontà di affiancare ai gesti simbolici anche momenti formativi: «Stiamo collaborando con diverse fondazioni, tra cui quella intitolata a Giulia Cecchettin, per organizzare incontri dedicati. Più eventi riusciamo a proporre, più forte sarà la sensibilizzazione».

Non servono “cacciaviti per smontare i pregiudizi”, recita uno dei cartelli appesi. E al Severi gli studenti sembrano aver deciso di iniziare proprio da qui: dalle parole, dalla conoscenza e dalla condivisione, per trasformare una giornata in un impegno quotidiano.

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