Tram Sir3 a Padova, il 9 maggio le prime prove tecniche
L’uscita del primo mezzo dal deposito di Voltabarozzo tra venti giorni. Intanto il governo ha definito le regole del Pnrr. Pronte anche le linee guida per la rendicontazione dei fondi europei: potrebbe esserci una dilazione della scadenza fino al 31 agosto

Non servirà aspettare la festa di Sant’Antonio per vedere il tram girare sul percorso del Sir3, dal deposito di Voltabarozzo al centro. I primi test preliminari potrebbero concretizzarsi già il 9 maggio, a meno di un piccolo slittamento per problemi tecnici.
Dovrebbe trattarsi solo di prove notturne, in cui il tram potrebbe girare trainato dal trattore, ma nelle stanze di Palazzo Moroni si sta ragionando anche su un test dimostrativo in pieno giorno, un modo per mostrare ai padovani che due anni di sacrifici – tra cantieri, deviazioni e strade dissestate – stanno per portare a una rivoluzione nell’ambito della mobilità smart.
Il Sir3 è pronto
In pratica per chiudere il tragitto della seconda linea (il Sir3, da Voltabarozzo alla stazione) mancano solo gli ultimi particolari. Nei giorni scorsi è stata installata la linea aerea ed anche le pensiline sono in corso di sistemazione. Nelle scorse notti si è lavorato sull’incrocio di viale della Pace, per collegare la piattaforma proveniente da via Gozzi con l’anello della stazione.
I cinque tram necessari per l’attivazione della linea sono già nel deposito di Voltabarozzo (sono quelli di Latina che hanno subito il revamping per Padova). Dunque le prove tecniche possono iniziare. Non si tratta né di collaudi né di pre-esercizio, ma di una fase ancora precedente. In pratica, un mezzo Translohr uscirà dal deposito e percorrerà la strada fino alla stazione per controllare che non ci siano ostacoli: un paletto da rimuovere, un marciapiede da limare, uno scalino da livellare e cose simili. L’emozione però – come avvenuto nel 2006 per la prima linea – sarà vedere il tram percorrere il suo nuovo tragitto.
Le regole della fine del Pnrr
In questi giorni il governo ha emanato ufficialmente le linee guida per l’ultimo miglio del Pnrr. La data cerchiata in rosso sul calendario resta quella del 30 giugno 2026. È questo il termine entro cui la quasi totalità degli interventi dovrà essere certificata per attestare l’ultimazione dei lavori. Tuttavia, le nuove direttive aprono alcuni spiragli di flessibilità che potrebbero risultare decisivi, anche per la complessa gestione dei cantieri cittadini.
Esiste infatti la possibilità, in via eccezionale, che gli enti attuatori possano richiedere l’autorizzazione a concludere le operazioni entro il 31 agosto, a patto di non superare questo limite invalicabile fissato dalle regole europee.
Nel documento del governo un ulteriore elemento di respiro riguarda quelli che vengono definiti «lavori residui di modesta entità»: le imprese potranno beneficiare di una finestra supplementare fino a 60 giorni per le rifiniture, senza che questo blocchi le procedure di rendicontazione. Le Linee guida semplificano inoltre la burocrazia finale, fornendo la modulistica per i certificati di «ultimazione lavori» e di «regolare esecuzione».
Per Padova, il rispetto di questi schemi è fondamentale per garantire che la rendicontazione fluisca senza intoppi verso l’ispettorato generale per il Pnrr della Ragioneria dello Stato. Con l’accredito della nona rata da 12,3 miliardi atteso a livello nazionale per metà maggio, la pressione sui territori aumenterà. Padova beneficia infatti di 415.387.493,75 euro per il Sir2 e altri 101.032.672,04 per il Sir3.
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