Padova, ecco dove spendono i turisti: ristoranti e bar battono gli hotel
I dati Mastercard fotografano i consumi dei turisti: nell’OGD Padova ristorazione e pubblici esercizi superano il 21% della spesa, mentre l’alloggio si ferma al 5,26%

Primi bilanci dell’estate per il turismo padovano: nell’OGD Padova ristorazione e pubblici esercizi rappresentano complessivamente il 21,67% della spesa di turisti ed escursionisti. L’alloggio si ferma al 5,26%. Un modello molto diverso da quello delle Terme e dei Colli Euganei, dove il 60,98% della spesa è destinato alle strutture ricettive.
L’estate non è ancora del tutto alle spalle, ma per il turismo padovano è già tempo di primi bilanci. E tra i dati che emergono dall’analisi dei consumi dei visitatori ce n’è uno particolarmente significativo: a Padova ristoranti e bar rappresentano la principale voce di spesa legata all’esperienza turistica sul territorio.
Secondo i dati dell’Osservatorio del Turismo Regionale Federato (OTRF), elaborati sulla base delle transazioni effettuate con carte del circuito Mastercard, nell’OGD Padova la ristorazione ha rappresentato il 17,13% della spesa complessiva tra il 1° gennaio e il 25 agosto 2026. A questa quota si aggiunge il 4,54% destinato a bar, enoteche e negozi di alcolici.
Le due categorie, sommate, raggiungono quindi il 21,67% della spesa complessiva di turisti ed escursionisti. Un valore che supera anche quello relativo a supermercati e negozi di alimentari specializzati, pari al 21,45%.
Il risultato restituisce una fotografia precisa del modo in cui il visitatore vive Padova: una parte consistente della spesa non viene destinata al pernottamento, ma alle esperienze che si consumano direttamente in città, dalla ristorazione all’aperitivo, fino agli acquisti legati all’enogastronomia.
A Padova pesa l’esperienza, non il pernottamento
A colpire è soprattutto il confronto con la voce “Accommodation”, che comprende alberghi, bed & breakfast e altre strutture ricettive. Nell’OGD Padova questa componente rappresenta appena il 5,26% della spesa rilevata.
Il dato va naturalmente letto alla luce della particolare struttura del turismo padovano, caratterizzato anche da una forte presenza di visitatori giornalieri ed escursionisti. Ma evidenzia comunque quanto bar e ristoranti siano parte integrante dell'offerta turistica della città, non semplicemente servizi accessori.
«Da sempre sosteniamo che i pubblici esercizi rappresentano il vero biglietto da visita di una città e sono uno degli emblemi più immediati della sua capacità di accogliere e ospitare», sottolinea Federica Luni, presidente APPE.
Il turista, osserva Luni, entra in contatto con il territorio anche attraverso i locali: incontra le persone, assaggia i prodotti, vive l’atmosfera della città e costruisce una parte importante del proprio ricordo.
«Oggi questi dati ci dicono che non è soltanto una nostra convinzione: i numeri confermano concretamente il peso strategico dei pubblici esercizi nell’esperienza turistica di Padova».
Terme e Colli Euganei, un modello completamente diverso
Il confronto con l’altra grande destinazione turistica padovana, l’OGD Terme e Colli Euganei, mette ancora più in evidenza le peculiarità dei due territori.
Qui la voce relativa all’alloggio arriva al 60,98% della spesa complessiva. Quasi due terzi del budget dei visitatori vengono quindi assorbiti da alberghi e altre strutture ricettive.
La ristorazione rappresenta invece l’8,96%, mentre bar, enoteche e negozi di alcolici si fermano all’1,41%. Complessivamente, i due comparti riconducibili ai pubblici esercizi raggiungono il 10,37%.
La distanza rispetto a Padova è quindi netta: 21,67% contro 10,37% per ristoranti e bar, mentre la spesa per l’alloggio passa dal 5,26% dell’OGD Padova al 60,98% delle Terme e dei Colli Euganei.
Si tratta di due modelli turistici differenti, legati anche alla natura delle rispettive destinazioni. Padova intercetta in misura importante turismo culturale, visite giornaliere, eventi ed esperienza urbana; Terme e Colli Euganei sono invece fortemente caratterizzati dal turismo soggiornante e termale.
La ristorazione come leva turistica
Per APPE, il confronto offre anche uno spunto per ripensare le strategie di promozione del territorio.
«Questi numeri dimostrano quanto Padova e le Terme presentino due modelli turistici diversi, entrambi legati alle caratteristiche delle rispettive destinazioni», osserva Luni. A Padova il visitatore tende a distribuire maggiormente la propria spesa tra le esperienze offerte dalla città; nell’area termale, invece, la componente ricettiva assorbe una quota molto più consistente del budget.
Da qui la necessità, secondo l’associazione, di riconoscere ai pubblici esercizi un ruolo più centrale nelle politiche turistiche.
«La ristorazione e i bar non sono un elemento accessorio, ma rappresentano una parte sostanziale dell’esperienza del turista e della capacità di una destinazione di generare ricadute economiche sul territorio», rimarca Luni.
La sfida riguarda quindi sia la qualità dell’offerta enogastronomica, per rendere Padova ancora più attrattiva, sia la capacità di aumentare la spesa lasciata sul territorio nelle altre aree della provincia.
Due destinazioni, due strategie
Il dato finale è soprattutto una conferma della necessità di costruire politiche turistiche calibrate sulle caratteristiche dei singoli territori.
«Padova ha una vocazione fortemente legata alla visita culturale, all’arte, alla storia, agli eventi e all’esperienza urbana: in questo contesto i pubblici esercizi diventano uno dei principali strumenti attraverso i quali il turista vive la città», conclude Luni.
Terme e Colli Euganei, invece, presentano un modello maggiormente legato al soggiorno e alla ricettività, con una quota particolarmente elevata della spesa concentrata sull’alloggio.
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