Tutti gli anziani all’ex ospedale Montagnana investe 8,5 milioni

MONTAGNANA. Quattro anni dopo l’inaugurazione del nuovo ospedale di Schiavonia, di fatto la Bassa padovana si appresta a tagliare il nastro di un’altra importante struttura assistenziale. A quasi dodici anni dall’avvio della progettazione e dei lavori, infatti, il vecchio ospedale di Montagnana accoglierà la nuova sede della casa di riposo di Montagnana. E lo farà con un’operazione non da poco: da lunedì, per tre giorni, si terranno le operazioni di trasferimento di 132 ospiti che attualmente si trovano nella sede storica di via Berga, nel centro cittadino.
Traguardo sofferto. La Casa di soggiorno e pensionato della Città Murata covava da almeno due decenni la necessità di trasferire le proprie attività in una nuova sede, più funzionale e moderna rispetto a quella di via Berga dove oggi vivono 154 ospiti, di cui 22 autosufficienti. Nei primi anni Duemila la chiusura del vecchio ospedale di Montagnana ha aperto le porte al possibile trasferimento della casa di riposo in questa struttura, ma l’iter per concretizzare il passaggio è stato pieno di ostacoli.
Si è quindi arrivati alla concessione in comodato d’uso (dall’Usl al Comune e dal Comune alla casa di riposo) di 4 mila metri quadri di vecchio ospedale (il vecchio ingresso e il primo e secondo piano di quel padiglione, il più voluminoso). Per riconvertire l’immobile, che andava adeguato e riammodernato, sono stati investiti 8, 5 milioni di euro, metà dei quali reperiti attraverso finanziamento pubblico.
La nuova struttura. Il salto di qualità per gli utenti sarà evidente: gli spazi raddoppiano, dai 2. 500 metri quadri di via Berga (dove rimarranno a vivere 22 ospiti autosufficienti) ai 4. 000 dell’ex ospedale. È stata riattivata, ovviamente dopo importanti lavori, la cucina del vecchio ospedale, che oggi ha anche delle speciali aree per la lavorazione della carne, dei formaggi, dei cibi per celiachi. La nuova struttura, che si chiamerà Asps (azienda pubblica di servizi alla persona) Città di Montagnana, vanterà 145 posti letto (13 restano liberi per eventuali richieste future), 8 nuclei con nomi scelti dagli utenti (ispirati a piante e alberi) e colori, finiture e tinte differenziate (un po’come nell’ospedale di Schiavonia, dove i reparti sono riconoscibili anche dai diversi colori), 2 palestre, 7 ascensori, un bagno assistito per reparto, svariati soggiorni e sale da pranzo, oltre ad uffici per i vari professionisti attivi nella casa di riposo. Ogni camera ha un bagno privato ed è dotata di collegamento per la televisione. Due giardini sono già disponibili e saranno allestiti opportunamente con la bella stagione. All’ingresso sarà sempre attiva una portineria e verrà aperto anche un ufficio Urp. È disponibile pure una cappella per il culto, con tanto di collegamento video per proiettare nelle singole camere la diretta delle funzioni religiose, che potranno essere seguite anche da chi ha problemi di deambulazione.
Valore aggiunto. «Per la città avere una casa di riposo come questa è sicuramente un valore aggiunto» sottolinea il sindaco Loredana Borghesan, che ieri ha svolto un sopralluogo alla struttura assieme all’assessore Cristina Carlotta Smanio, guidata dal presidente Severino Furlan e del direttore Bruno Zaffanella, «sia in termini di offerta alle famiglie e alla cittadinanza, soprattutto quella debole, sia per l’indotto economico che questa struttura rappresenta. Ricordiamo, infatti, che con i suoi 104 dipendenti diretti questa è una delle più importanti aziende cittadine».
«Abbiamo sempre creduto nella possibilità di recuperare il vecchio ospedale, struttura fondamentale della città, per accrescere l’offerta del nostro centro servizi. Ora siamo intenzionati a crescere ancora di più», ha sottolineato il presidente Furlan.
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