L’Università di Padova in Ghana e Costa d’Avorio: la missione insieme a Medici con l’Africa Cuamm

L’Università ha firmato un accordo per lo scambio e la supervisione congiunta di dottorandi selezionati, oltre all’adesione all’Africa Charter

La delegazione dell'Università di Padova guidata dalla rettrice Daniela Mapelli
La delegazione dell'Università di Padova guidata dalla rettrice Daniela Mapelli

Co-creazione, equità e reciprocità. La visita in Ghana e in Costa d’Avorio di una delegazione dell’Università di Padova, guidata dalla rettrice Daniela Mapelli, ha rafforzato i legami tra l’ateneo e la African Research Universities Alliance. 

L’Università ha firmato un accordo per lo scambio e la supervisione congiunta di dottorandi selezionati. In aggiunta, anche l’adesione all’Africa Charter: un documento che promuove partnership più equilibrate, superando le asimmetrie strutturali del sistema della ricerca globale.

«Con questa missione istituzionale l'Università di Padova rafforza la propria presenza nel continente africano» sottolinea Mapelli.

«Un'iniziativa strategica per il posizionamento accademico e la diplomazia scientifica dell'Ateneo, concentrata su network di ricerca ad alto livello e consolidamento di progetti di cooperazione allo sviluppo».

La delegazione 

La rettrice è stata accompagnata da don Dante Carraro e Giovanni Putoto di Medici con l’Africa Cuamm. 

La delegazione ha preso parte a incontri con il ministro dell'Istruzione, Iddrisu, e con tre istituzioni accademiche nazionali parte di Arua: la University of Ghana, la Knust e la University of Capecoast, affiancata dall'Ambasciata italiana.

In Costa d'Avorio la delegazione di Padova è stata affiancata dai rappresentanti di Medici con l'Africa Cuamm per una missione di cooperazione scientifica e sanitaria, volta a incontrare la comunità locale e rafforzando il dialogo con le autorità. Spazio anche ai risultati del progetto finanziato dal ministero degli Esteri italiano "Verso la copertura sanitaria universale: potenziare la qualità delle cure materno-neonatale in Costa d'Avorio".

I temi sul tavolo

Tra i temi discussi, scambi e percorsi di internazionalizzazione, progetti di ricerca e iniziative capaci di valorizzare il reciproco sviluppo di competenze ed esperienze, con l'obiettivo di creare un impatto reale sulla comunità.

Si è infine svolto un incontro con le autorità e la popolazione di Abobo, per informarla dei nuovi percorsi di accesso del Centro Ospedaliero Regionale Félix Houphouët-Boigny previsti dal progetto, unico ospedale di secondo livello per un'area di 1,5 milioni di persone.

Centro di riferimento per le emergenze ostetriche, neonatali e mediche, l'ospedale ha ad ora una capacità di soli 120 posti letto e gestisce una media di 7 mila parti l'anno.

Con l'intervento in corso, la struttura passerà da 770 a oltre 2.250 mq. E insieme, si garantiranno una banca del sangue, un centro per la produzione e la distribuzione dell'ossigeno e un generatore.

 

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