Usl 6 Euganea, profondo rosso: il bilancio è in perdita per 53 milioni di euro
Presentato il documento economico preventivo per il 2026: risorse disponibili per oltre 2 miliardi. La relazione del dg Fortuna: «La programmazione determinava un risultato superiore rispetto agli obiettivi regionali»

Si apre con la prospettiva di un passivo di poco meno di 53 milioni l’anno dell’Usl 6. Ma se il segno negativo nei bilanci di previsione delle aziende sanitarie è ormai un fatto assodato da tempo, c’è anche da dire che l’Euganea, un anno fa, si era presentata ai blocchi di partenza con un passivo di 133 milioni.
Nel frattempo non sono successi miracoli: nel primo bilancio di previsione, infatti, l’Usl 6 aveva calcolato un disequilibrio consolidato prospettico di -125 milioni per il 2026. Troppi per il Sistema sanitario regionale, considerando il numero complessivo delle aziende.
A quel punto, all’Euganea non è rimasto che “rifare i conti” in un lavoro di taglia e cuci sartoriale che ha messo in campo azioni di contenimento della spesa e interventi straordinari come la vendita di immobili non destinati all’attività istituzionale. Si è arrivati così al limite concesso, ovvero -52,9 milioni.
Ma nella sua relazione, il direttore generale, Paolo Fortuna, sottolinea come malgrado le azioni di razionalizzazione, ci sia «la necessità di una revisione in incremento dell’importo indicato quale valore da prendere in considerazione per la redazione del bilancio preventivo 2026» laddove «la programmazione aziendale determinava inizialmente un risultato superiore rispetto al risultato obiettivo regionale».
Il nodo è sempre quello: un aumento delle richieste dei servizi a fronte di un recinto economico poco elastico e sempre incerto. Il bilancio economico preventivo (Bep) dell’Usl 6 per l’anno appena iniziato è stato redatto partendo da «un’incertezza sul fronte delle risorse economiche e finanziarie a disposizione per il Sistema sanitario regionale (mentre è ancora in corso di approvazione l’intesa di riparto del fondo nazionale per il 2025), nonché da una situazione di disequilibrio economico consolidato prospettico 2026», che comportano la necessità di porre particolare attenzione alla sostenibilità già in sede di programmazione procedendo, «a un incremento dell’efficienza dei fattori produttivi» in una sorta di strategia di “freno e frizione”.
I numeri
A fronte di un valore della produzione – ovvero le risorse disponibili per le attività – stimato in circa 2,065 miliardi di euro (circa +1,95% rispetto al preconsuntivo 2025), con un incremento legato principalmente alle assegnazioni provvisorie del finanziamento indistinto e alla dinamica della quota capitaria e a costi per 2,091 miliardi, per il 2026 l’Euganea prevede un risultato d’esercizio negativo di 52,9 milioni (comprese le imposte).
Il richiamo e le sfide
Tuttavia, nella relazione firmata da Fortuna si legge che «si è provveduto ad elaborare un conto economico i cui valori previsionali risultano in linea con il risultato definito dalla Regione pur nella consapevolezza che tale obiettivo risulta altamente sfidante in quanto a concreta attuazione, richiedendo interventi che vanno oltre il breve-medio periodo e di natura programmatoria sovraziendale».
Nel frattempo, per restare nei limiti di bilancio, per la manutenzione straordinaria L’Usl sarà costretta a dare «priorità agli interventi urgenti e indifferibili e proseguirà la richiesta di ulteriori coperture finanziarie (anche su specifiche manutenzioni già autorizzate)».
L’unica strada percorribile è quindi quella di efficienza e razionalizzazione dei fattori produttivi per assicurare i livelli di assistenza e la risposta ai bisogni dell’utenza. Nonostante questo, assicura l’Usl, nel Bep vengono recepite le principali pressioni attese tra cui incremento dell’attività per il recupero delle liste d’attesa, cui è riconducibile anche l’acquisto di beni legati all’attività chirurgica.
Previsto inoltre un aumento della spesa collegato a un maggior impegno orario dei medici di assistenza primaria a ruolo unico (i “nuovi” medici di medicina generale) e alla mobilità passiva verso aziende limitrofe anche per il rispetto dei tempi di attesa. Al conto si sommano anche inflazione, adeguamenti contrattuali, nuove gare nonché all’avvio delle case della comunità. In linea con il 2025 il costo per il personale.
Gli investimenti
Malgrado tutto sono in calendario interventi in settori come informatica, edilizia e per l’ammodernamento del parco tecnologico.
In ambito informatico è previsto un piano di investimenti di circa 7,9 milioni, con interventi su infrastrutture e data center, rinnovo postazioni e dotazioni digitali di reparto, sistemi per case della comunità, potenziamento della sicurezza e sviluppi applicativi. Per quanto riguarda l’edilizia, prosegue il piano triennale 2026–2028, con interventi collegati al Pnrr, su tutti case e ospedali della comunità, agli adeguamenti antincendio e ai programmi di ammodernamento e ristrutturazione nei presidi ospedalieri e interventi nel Complesso socio sanitario ai Colli.
Infine l’Euganea stima circa 10,2 milioni di euro per la progressiva sostituzione di apparecchiature obsolete, per garantire la continuità dell’attività chirurgica per cui saranno presentare specifiche richieste alla Regione. —
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