Addio Alberto Reif fuoriclasse incompreso

Figlio di Gianni, inventore del Guerin Sportivo, vinse uno scudetto con l’Inter Da quasi trent’anni lavorava come direttore del garage San Marco a Venezia
Di Alberto Vitucci

VENEZIA. Aveva compiuto da poche ore 66 anni. Ma la malattia è stata più forte di lui. Un tumore al pancreas che l'ha portato via in pochi mesi. È morto nella sua casa di Padova il calciatore veneziano Alberto Reif, classe 1946, fuoriclasse «incompreso» del calcio italiano anni Settanta. Gran talento del pallone, ciuffo ribelle e una simpatia travolgente.

Famoso negli anni Sessanta e Settanta, per aver vinto uno scudetto con l'Inter di Invernizzi e aver partecipato – pur con apparizioni saltuarie – alla Coppa dei Campioni. Un passato da eterna promessa nella Spal, e poi Atalanta, Roma, Mantova, Mestrina calcio. Da quasi trent'anni Reif era il direttore del garage San Marco, a piazzale Roma a Venezia. Un incarico importante, che svolgeva con passione a contatto con veneziani e turisti, amministrando in allegria un’impresa con 50 dipendenti. «Era il nostro direttore storico, conosciuto da tutti», lo ricorda commosso il presidente del San Marco, Alessandro Turrini, «ricordo di aver visto i grandi del calcio italiano come Boninsegna e Damiani che di passaggio a Venezia lo venivano a trovare. Insieme ricordavano i bei tempi della Grande Inter. Era una persona deliziosa, una figura davvero speciale».

Reif aveva vissuto il periodo d'oro del calcio italiano. Assaggiata la grande ribalta internazionale con la magnifica Inter. Preso come riserva di Jair, non andava molto d'accordo con Heriberto Herrera: troppa disciplina, pugno di ferro. Niente libera uscita e quando si andava in ritiro stanze senza lampadine perché «di notte bisogna dormire, prepararsi per la partita».

Davvero troppo per un carattere ribelle come quello di Alberto, faccia sbarazzina e frangetta bionda impressa nella memoria collettiva dei calciofili e immortalata nella raccolta delle storiche figurine Panini.

La società milanese dei Moratti, a cui il campione era rimasto molto legato, è stata tra i primi ieri, saputa la notizia, a pubblicare il suo cordoglio alla famiglia e alla moglie Carla sul sito internet.

Alberto era figlio del grande giornalista Gianni E.Reif, inventore del Guerin Sportivo. Uno che parlava al telefono con l'Avvocato Agnelli, che invitava a casa le icone dello sport di allora, Coppi e Sivori. Una potenza.

Di calcio il giovane Alberto comincia dunque a occuparsi fin da bambino. Cresce dal punto di vista calcistico nelle giovanili dell'Olimpia, società di Verona, poi passa al Napoli, infine approda alla Spal, la società ferrarese che lo lancia nel grande giro.

Ma forse arriva nel momento sbagliato. Non gli piacciono i rigidi confini che gli impone Heriberto Herrera, lui che aveva una dote innata: corsa e scatti. Invece gli toccava fare il centrocampista, «portatore d'acqua» al grande Jair da Costa, il brasiliano che farà poi la fortuna mondiale dell'Inter di Helenio Herrera.

Una carriera girovaga e inquieta, quella di Reif, una società cambiata quasi ogni anno perché non riusciva a trovare la sua. Aveva un carattere ribelle, un po’ guascone. «Forse era poco adatto a quel mondo», dicono gli amici, «altrimenti sarebbe stato uno dei più famosi calciatori di tutti i tempi».

Infine l'approdo a Venezia. Lui che da Spinea, allora periferia veneziana non ancora diventata città, era partito ragazzo per cercare fortuna dopo aver studiato i classici, letteratura, greco e latino. E l’aveva trovata nel mondo del pallone. Poi trent'anni al San Marco. E aneddoti raccontati agli amici e colleghi di lavoro negli uffici di piazzale Roma. «Sei un rovinacalcio», gli diceva scherzando il suo amico Boninsegna.

Forse a rimproverargli un atteggiamento troppo ribelle. Ma anche il fatto di non aver seguito con pazienza una strada che lo poteva portare ancora più in alto. «Aveva mantenuto buoni rapporti con quei campioni di allora, che venivano sempre a trovarlo», ricorda Turrini, «era una persona di grande sensibilità, attento alle esigenze dei giovani e dei ragazzi. Anche per questo i dipendenti gli erano affezionati e gli volevano bene. Per noi è una grande perdita».

I funerali di Alberto Reif, stella del calcio italiano dei tempi d'oro si terranno a Verona, nella chiesa di San Benedetto a Borgo Trento domani alle 14.15.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova