Bellemo: «Padova, è il momento di “ammazzare” il campionato»

PADOVA. «Sì, ci sono anch’io, e sono felice di averlo dimostrato». Alessandro Bellemo, a Bolzano, ha chiuso un ciclo lungo quasi 15 anni. Dopo un’intera trafila nel settore giovanile del Padova, la fascia di capitano della Primavera, l’esordio in Serie B, prima dello svincolo per la radiazione del vecchio club, sabato scorso è arrivato il debutto dal primo minuto in campionato. Certo, in mezzo c’è stato il suo addio nell’estate 2014, l’approdo alla Spal e i primi campionati professionistici, ma la partita contro il Sudtirol chiude un lungo capitolo e ne apre subito un altro dai contorni suggestivi ma tutti da decifrare. La mossa (quasi) a sorpresa di Bisoli allo stadio “Druso” ha visto l’inserimento del giovane chioggiotto a centrocampo, gettato nella mischia in una mediana in emergenza. «Per tutta la settimana speravo potesse essere arrivato il mio momento», sorride Bellemo, «ma l’ho saputo solo sabato prima di pranzo. Il mister fa tante prove e io a livello mentale mi preparo come se dovessi giocare ogni gara dall’inizio. Non mi posso permettere distrazioni».
Esordio da titolare da mezzala sinistra, un ruolo che non svolgeva da tempo.
«A Fano ho giostrato quasi sempre davanti alla difesa, ma posso disimpegnarmi bene anche da mezzala. Bisoli mi ha chiesto di mettermi a disposizione della squadra: correre, recuperare palloni e provare a verticalizzare. L’unica mia preoccupazione era quella di non reggere fisicamente, invece a livello atletico ho tenuto bene. Sono felice di com’è andata».
Una soddisfazione che si estende al primo impatto con la nuova avventura in biancoscudato.
«Quando ho firmato per il Padova, sapevo che non avrei avuto il posto da titolare ma sono molto contento di aver percepito subito la fiducia del tecnico, che mi ha lanciato in Coppa e mi ha concesso qualche spezzone, fino all’esordio da titolare di sabato».
Esordio che sarebbe potuto essere trionfale: un rigore solare guadagnato ma non assegnato nel primo tempo e un gol sfiorato nella ripresa.
«Incredibile quello che è successo verso la fine del primo tempo: quando sono stato sgambettato il mio dubbio era solo se fossi dentro o fuori area. L’arbitro ha lasciato correre, ma il fallo era netto, l’ho rivisto più volte la notte stessa per il nervoso. Poi nella ripresa mi è capitata quella palla su azione d’angolo, ho calciato così come veniva e l’avversario me l’ha respinta sulla linea con la tibia. Peccato».
E adesso come la mettiamo? Quando torneranno i vari Pulzetti e Belingheri ci sarà da sgomitare ancora di più...
«Lo so, ma c’è una concorrenza sana e non mi aspetto di giocare titolare. Certo, lo spero, ma la cosa che conta è mettersi a disposizione per raggiungere l’obiettivo».
Che aria si respira in spogliatoio?
«Molto positiva. La cosa che mi ha colpito di più è che questo gruppo si concentra partita dopo partita, senza pensare troppo in là. Il vantaggio accumulato ci permette di scendere in campo con un po’ meno di tensione, ma credo sia arrivato il momento di “ammazzare” il campionato. È adesso che dobbiamo accelerare per respingere definitivamente gli assalti delle rivali».
Che ambiente ha ritrovato dopo 4 anni in cui mancava da Padova?
«Sano, com’era quello che avevo lasciato. Rivedere tante facce note, dai segretari ai magazzinieri, mi ha reso felice. Sono arrivato in un gruppo splendido, le prime due settimane sono state un po’ dure dal punto di vista fisico ma ora sto bene e sono concentrato solo sull’obiettivo finale. Il futuro? Ora non ci penso».
Ieri ripresa degli allenamenti. Ancora a parte Ravanelli, Belingheri, Pulzetti e Marcandella, mentre dopo più di due mesi è rientrato in gruppo Candido.
Infine è stata posticipata, per esigenze televisive, la data della prossima trasferta. A Bassano non si giocherà più di domenica, ma lunedì 12 marzo alle 20.45, con diretta tv su Rai Sport.
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