Il Campodarsego Calcio trasloca ad Abano: il club si sdoppia

Il presidente Pagin ha deciso: l’anno prossimo si sposta la D, non le giovanili. Il sindaco Gallo non ci sta: «Ridiscutiamo il bando, ma nessuna presa in giro»

Marco Zorzo
La squadra del Campodarsego, che attualmente milita in Serie D
La squadra del Campodarsego, che attualmente milita in Serie D

«Non gioco più, me ne vado». Una delle più famose canzoni di Mina potrebbe fare da colonna sonora alla vicenda che si è aperta tra Daniele Pagin, da 20 anni presidente del Campodarsego, ed il Comune, rappresentato dal sindaco Valter Gallo e dall’assessore allo sport Paolo Mason. Pagin in questi anni ha portato il club dalla Prima categoria ai fasti della serie D. I biancorossi sarebbero pure approdati in Lega Pro nel 2019-20, ma arrivò la rinuncia alla serie C da parte di Pagin, condizionata da quell'orrenda estate di Covid.

Il futuro, stando agli intendimenti della società espressi dal suo massimo rappresentante, sarà con tutta probabilità lontano da Campodarsego, visto che il presidente ha espresso l’intenzione di cambiare aria in occasione delle partite della domenica, nella prossima stagione, con la sua prima squadra impegnata nella quarta divisione italiana. Trasloco allo stadio delle Terme di Abano: questa la prima ipotesi, mentre il settore giovanile continuerebbe ad operare a Campodarsego. Il patròn non esclude altre possibili alternative per l'anno calcistico che verrà. Del resto la querelle tra il presidente e l'amministrazione comunale ruota attorno alla struttura complessiva del Gabbiano, a partire dal fatto che l’impianto non è dotato di copertura nella tribuna per gli spettatori.

L’amministrazione

Sindaco e assessore rimandano al mittente le esternazioni del presidente del Campo, pubblicate nei giorni scorsi da questo giornale, che ha accusato di presunta inerzia e mancato interesse il Comune. «Non mi piace essere preso in giro - dice Gallo -. I fatti sono chiari. Comprendo che qualcuno possa cambiare idea, ma tra persone serie ci si confronta in modo corretto. Intendiamoci, non intendo litigare con nessuno, ma ho trovato poco gradevole l'affondo fatto sulla mia persona. Detto francamente, non lo capisco. Provo tanta amarezza per le dichiarazioni di Pagin: non deve attribuire colpe all'amministrazione comunale che non esistono. Sei mesi fa è stato elaborato un bando a cui lui non ha risposto, tanto per essere chiari. Nel corso di questi anni, abbiamo trovato soluzioni concrete e sostenibili per il potenziamento della struttura del Gabbiano, realizzando nel 2021 il campo sintetico con un intervento oneroso, discendente da uno specifico accordo pubblico-privato, e la sostituzione, nello stesso anno della centrale termica. Pagin si lamenta della mancata copertura delle gradinate? Si poteva fare, ma a suo tempo, si è preferito il terreno sintetico dietro lo stadio».

Il club

Il patròn conferma l'ipotesi di cambiare stadio per la partita della domenica della prima squadra; che continuerebbe invece ad allenarsi nelle strutture del Gabbiano, come tutto il settore giovanile, comprese le partite di campionato per i ragazzi. L'inghippo secondo lui starebbe nell'articolo 5 del bando: «Se fossimo passati in serie C avremmo dovuto trasformare la nostra società, attualmente senza scopo di lucro, in una srl normale: così facendo sarebbe decaduto l'accordo con il blocco dell'erogazione della quota del 49% spettante all'amministrazione comunale. Per questo abbiamo disertato. Quello che mi dà fastidio è togliere in un secondo momento quanto promesso all'inizio. Il sindaco sapeva benissimo che quell’articolo 5 avrebbe inciuciato la questione stadio. E sono rimasto perplesso quando ho letto sul bando che proprio quel passaggio non era modificato».

Il primo cittadino di Campodarsego lancia quindi la proposta di riaprire il dialogo: «Il bando si può rifare, basta che anche chi l'ha disertato in precedenza sia disposto a chiarire gli aspetti, ma in modo concreto». Al sindaco Gallo resta, comunque la grande amarezza sulla questione Gabbiano. Le due parti in questo momento rimangono lontane.

Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova